"Strane feste" in piazza Doria Mega
concerto sabato sera in piazza Doria ad Angri. Promosso da
coloro, che nell’immaginario collettivo di cittadini e
intere generazioni di amministratori sono diventati gli
intoccabili della città. Una iniziativa nata per ricordare
chi non c’è più. Nobile forse negli ideali, ma che fa acqua
da tutte le parti. Differentemente dal sistema statunitense,
in Italia, dopo e durante la detenzione, di rado si lavora
sulla reintegrazione del soggetto nella società e quando
accade i pregiudizi tornano inevitabilmente alla ribalta.
Nella mente dei più sei identificato come chi ha commesso un
errore e per quello sbaglio deve essere punito. Ma terminata
la detenzione si dovrebbe ripartire da zero.
Da queste parti invece non funziona così. Si torna
all’attacco più forti di prima. Nel caso specifico del
concerto di sabato sera, un comune cittadino avrebbe dovuto
protocollare decine di richieste al Comune, prima di avere
l’ok per organizzare uno specifico evento. Loro no. Ai
padroni della città queste formalità burocratiche non
servono, sono carta straccia. Loro possono godere della
piazza principale della città, per commemorare il proprio
amico, con tanto di palco, offerto gentilmente per
l’occasione dopo la conferenza stampa di venerdì sera. A tal
proposito una domanda sorge spontanea. Qual è stato lo scopo
di questo concerto? Di certo risulta difficile individuare
un leitmotiv di carattere culturale nella manifestazione di
sabato sera ed è ugualmente difficile comprendere il
messaggio, che si è voluto trasmettere alla cittadinanza. Se
non rivendicare la propria superiorità, su coloro che ogni
giorno si spaccano la schiena e lavorano con dignità, per
assicurare un futuro ai propri figli. Indifferenti le
istituzioni. Un silenzio, che mortifica lo stato di diritto
e i principi di uguaglianza. E ancora una volta a essere
beffata è la parte onesta e pulita della città. Roberta Salzano Riproduzione
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