Violazione diritto d'autore.
In Comune si "lavora" fotocopiando libri Testi
scolastici fotocopiati al Comune di Angri. L’episodio risale a
lunedì mattina. Alle 10.30 circa un dipendente comunale, con molta
nonchalance, ha percorso i corridoi dell’ente per raggiungere la
prima fotocopiatrice utile. E lì lontano da occhi indiscreti ha
cominciato a riprodurre le singole pagine del testo. Ignoto il
destinatario delle copie.
Eppure la legge sul diritto d’autore (n. 633 del 22 aprile 1941)
parla chiaro. All’art 68 prevede la possibilità di fotocopiare un
testo, solo per specifico uso personale, e non oltre il 15% delle
pagine di ciascuna pubblicazione. Ma considerata la totale
indifferenza dell’addetto ai lavori, forse non si tratterà di un
caso isolato. Attualmente il tariffario dell’ente prevede il
pagamento di 0,20 cent per ogni “prezioso” foglio riprodotto. Sia
esso relativo a una delibera, una determina dirigenziale, un
regolamento o più semplicemente ad atti dell’ente. Un importo
quattro volte superiore a quello previsto in una comune copisteria,
dove il prezzo più basso è fermo a 0.5 cent a pagina stampata.
Evidentemente in tempi di crisi economica anche 5 centesimi possono
gravare sul bilancio personale.
L’aspetto più grave di questa simpatica vicenda è che il dipendente
ha approfittato dell’orario, del luogo e dei dispositivi messi a
disposizione sul posto di lavoro, per trarne un beneficio personale.
Per di più a titolo gratuito. Disatteso, quindi, anche l’art 45
dello Statuto comunale, che al 1 comma afferma: «Gli uffici e i
servizi comunali sono organizzati secondo criteri di autonomia,
funzionalità ed economicità, e assumono quali obiettivi l’efficienza
e l’efficacia dell’azione amministrativa, per conseguire i più
elevati livelli di produttività. Il personale opera nel rispetto
della legalità, con professionalità e responsabilità al servizio dei
cittadini e assicura l’imparzialità, il giusto procedimento e il
buon andamento dell’amministrazione, utilizzando le risorse messe a
disposizione con criteri di razionalità economica». Roberta Salzano Riproduzione
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