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Pompei
visita Papa
I pellegrini mangeranno la papalina
Non solo fede per la visita del Santo Padre in programma
domenica 19 ottobre a Pompei, ma anche gusto e sapore. I tanti
pellegrini che giungeranno nella città mariana, infatti,
potranno mangiare la «papalina» del Papa, ossia un dolce che
richiama la forma del copricapo del Sommo Pontefice. Ideatore di
questo prodotto dell’arte bianca è Gennaro Peluso, giovane
pasticciere di Pompei, già noto nel settore dolciario per
l’invenzione, realizzata decenni fa insieme al padre Romeo,
dell’originale «Goccia d’Oro», il bigné ripieno con crema, oggi
prodotto in tutte le pasticcerie d’Italia. La «Papalina» punta
proprio a bissare il successo della «goccia». Il dolce
pontificale è realizzato con pasta sfoglia, la cui forma può
essere paragonata a quella della classica sfogliata riccia
napoletana, ma che presenta un rigonfiamento centrale del tutto
identico al copricapo di Papa Benedetto XVI, con un ripieno di
ricotta e pezzi di cioccolato. «Mi è sembrato quasi doveroso- ha
spiegato il giovane pasticciere di Pompei - salutare la visita
del Papa in città, con la realizzazione di un prodotto tipico
che richiamasse la tradizione dolciaria napoletana e
meridionale, apprezzata in tutto il mondo. Da qui la decisione,
dopo essermi consultato con gli esperti in marketing che
trattano la mia campagna di comunicazione coordinati dal
periodico «informaCittà», di dare vita alla «papalina», che
credo possa incontrare il gusto del pubblico e perché no anche
quello del Sommo Pontefice». Quindi il pasticciere di Pompei
aggiunge: «La parola dolce, o anche il vocabolo zucchero, sono
da sempre sinonimi di momenti piacevoli da ricordare per sempre.
Un evento indimenticabile è proprio la visita del Santo Padre,
da sempre portatore di un messaggio di Pace e Fratellanza, di
cui oggi l'umanità intera ha tanto bisogno. Quindi spero che la
«papalina» possa contribuire a mantenere sempre vivo il ricordo
dell'arrivo a Pompei di Papa Benedetto XVI, anzi credo che un
simile obiettivo possa essere di sicuro centrato, perché
mangiando questo dolce, proprio domenica 19 ottobre, si
stimolano davvero tutti i cinque sensi umani: la vista,
deliziata dal passaggio del Pontefice, l'udito con l'ascolto
delle parole del Santo Padre, il tatto, il gusto e l'olfatto
attraverso i sapori di questa realizzazione dolciaria, nella
quale si concentrano la tradizione pasticciera napoletana con
quel giusto pizzico di innovazione». Se Peluso ha pensato al
dolce, un altro operatore del settore gastronomico ha pensato al
salato. Si tratta del giovane ristoratore Antonio Arena di Cava
de’ Tirreni, in provincia di Salerno, che ha deciso di ideare il
«Primo Benedetto XVI». Si tratta di un piatto a base di pasta,
specialità di Arena, ideatore tra l’altro della pasta a forma di
caramella che ha riscosso un grande successo nell’ambiente
culinario nazionale ed internazionale. Per Papa Benedetto XVI,
il giovane ristoratore metelliano ha realizzato una pasta
imbottita con un ripieno di verdure tipiche della tradizione
campana. «Ho pensato, su consiglio dei consulenti in marketing e
comunicazione, coordinati dal periodico «informaCitt» - spiega
il ristorayore - di creare dei mezzi paccheri con un ripieno di
una mirapoix di verdure. Il tutto arricchito di una salsa di
pomodori verdi e insaporito da speck tostato per dare un gusto
più deciso. Si tratta - prosegue l'operatore del comparto
ristorativo - di un piatto semplice, niente di sofisticato, in
linea con il messaggio di Pace e Serenità tra tutti i Popoli
della Terra, trasmesso dal Sommo Pontefice». Sul nome da dare a
questa nuova particolarità culinaria Arena aggiunge: «Ho pensato
di non identificare questo piatto con un nome in particolare, ma
di chiamarlo semplicemente primo piatto per Papa Benedetto XVI.
Credo che anche questa scelta sia in linea con quella semplicità
nella preparazione di questo prodotto, che spero possa
incontrare il gusto dei clienti». La nuova realizzazione di
Antonio Arena richiama i prodotti tipici campani, ciò viene
confermato dallo stesso ristoratore che evidenzia: «Il ripieno
di verdure e la salsa di pomodori verdi non sono stati scelti a
caso, ma sono stati utilizzati proprio perché richiamano i
prodotti della nostra terra, quella stessa terra in cui Papa
Benedetto XVI ha deciso di giungere pellegrino». Sulla decisione
di realizzare un piatto per accogliere il Pontefice che arriva a
Pompei, Arena sottolinea: «Credo che sia un bel modo di ricevere
una personalità dal carisma eccezionale e portatore di valori
come la Pace e la Fratellanza. L'arrivo del Papa è un
appuntamento che riguarda tutta la Campania e tutti i fedeli del
Santuario, e non soltanto Pompei. Quindi la decisione di creare
un prodotto particolare della nostra tradizione gastronomica, è
il miglior modo a mio avviso, di salutare l'arrivo di Sua
Santità».
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