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Genova
Guerriglia serba: 16 feriti e 17 arresti.
In manette anche il capo ultras
eri
e propri criminali. Questa la considerazione che trapela tra i
responsabili dell'ordine pubblico di Genova, dopo una notte di
guerriglia urbana. messa a ferro e fuoco la zona di Marassi. Il
bilancio di una notte di violenza è di 16 feriti, di cui due
carabinieri, e 17 arrestati. Tra loro c'é anche l'uomo tatuato
che, tronchesi alla mano, ha tagliato la rete della gabbia all'
interno della quale, dentro lo stadio, erano stati confinati i
circa 2.000 hooligan di Belgrado.
Si chiama Ivan Bogdanov, 30 anni, il capo ultras serbo arrestato
dalla polizia la notte scorsa a Genova dopo il match sospeso
dell'Italia. L'uomo si trova in stato di arresto nelle camere di
sicurezza della questura.
'Ivan' e' stato riconosciuto dai tatuaggi incisi sulle braccia:
sul bicipite destro porta incisa la data '1389' che ricorda la
battaglia della Piana dei Merli, divenuta mito fondante dello
spirito ultranazionalista serbo nonostante la sconfitta patita
per mano dei turchi.
Lo hanno trovato le forze dell'ordine dopo le perquisizioni
andate avanti tutta la notte: era nascosto nel vano motore di
uno dei pullman che avrebbero dovuto riportare a casa gli
ultras. E' stato identificato attraverso una data che è tatuata
sull'avambraccio dell'uomo. Gli scontri, preceduti dalle
devastazioni prepartita nel centro di Genova, erano proseguiti
dentro lo stadio con il lancio di petardi e il tentativo di
sfondamento della barriera antiproiettile che divideva gli
ultras dal resto del pubblico genovese. E poi erano deflagrati
all' uscita dello stadio, quando tutto il pubblico era tornato a
casa e anche Italia e Serbia erano rientrate nei rispettivi
alberghi.
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