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Regione Campania
Consiglio:
il ricordo degli Alpini
In
apertura della seduta odierna, il Consiglio Regionale della
Campania, presieduto dal Vice Presidente del Consiglio Regionale
della Campania, Biagio Iacolare, ha commemorato gli alpini
italiani vittime di un attentato in Afghanistan e ha ricordato
“il forte impegno del nostro Paese e dei tanti militari italiani
che, nel mondo, contrastano, fino al sacrificio della vita, il
terrorismo e la guerra e favoriscono i processi di pace, di
libertà e di civiltà”.
Passando all’esame dei provvedimenti iscritti all’ordine del
giorno, il Consiglio ha avviato l’esame della proposta di legge
per la destagionalizzazione degli stabilimenti balneari su tutto
il litorale regionale (la destagionalizzazione era limitata, ai
sensi della legge regionale 2/2010, al solo litorale dominio
flegreo). La proposta di legge è a firma dello stesso Vice
presidente del Consiglio regionale, Biagio Iacolare, insieme con
il gruppo dell’UdC. Iacolare che ha sottolineato: “essa fornisce
un valido strumento ai titolari di stabilimenti balneari per
rilanciare le attività turistiche e l’occupazione facendo
beneficiare i cittadini della Campania della risorsa mare, delle
bellezze naturali e del clima mite delle nostre coste per tutto
l’anno”.
Il provvedimento è stato introdotto all’esame dell’Aula dal
Presidente della III Commissione, Pietro Diodato, che ha
sottolineato: “il nostro obiettivo è trasformare le strutture di
balneazione in strutture ricettive turistiche vere e proprie
prevedendo un regime semplificato per gli investimenti e dando
la possibilità di far permanere le strutture amovibili tutto
l’anno”. L’esponente del PdL ha anche sottolineato che “dovrà
essere ulteriormente approfondito il problema, sollevato dalla
Comunità Europea, relativo alla cessazione delle concessioni
venute a scadenza perché, da una parte, dovrò essere garantita
la libera concorrenza, ma, dall’altro, si dovranno tutelare gli
imprenditori che hanno compiuto investimenti sulla base della
concessione demaniale”.
Su questo tema è intervenuto il consigliere di IdV Dario
Barbirotti che, pur condividendo l’obiettivo della legge di
favorire la funzionalità delle attività turistiche e
incrementare l’occupazione, ha precisato che “siamo contrari a
privilegi a vita e a canoni irrisori per i concessionari dei
litorali e vogliamo, invece, garantire la finalità sociale dei
beni demaniali e stimolare, attraverso essi, l’imprenditoria
giovanile”.
A favore della legge, depurata di ogni riferimento alla
problematica delle concessioni, si è detto il consigliere del
Pd, Antonio Marciano, che, insieme con il capogruppo Giuseppe
Russo, si è detto d’accordo per la destagionalizzazione delle
attività balneari che può essere uno strumento valido per
stimolare l’occupazione; “solo ed esclusivamente su questo punto
il nostro voto è favorevole” – ha precisato Russo.
Sulla legge si è detto d’accordo anche il consigliere del Gruppo
“Caldoro Presidente” Giovanni Fortunato, e il consigliere del
Pd, Antonio Amato, che si sono detti d’accordo con lo spirito
della legge, ma hanno anche sollecitato il Consiglio a non
approvare emendamenti che espongano la legge alla impugnativa
per incostituzionalità violando le competenze statali in materia
ambientale (su tale emendamento ha votato contro il gruppo di
Italia dei Valori e si è astenuto il consigliere Amato).
Nell’ambito della proposta di legge, il Consiglio ha anche
esaminato un sub emendamento del consigliere Luciano Schifone (PdL)
(e degli altri gruppi della maggioranza) per avviare le
procedure per istituire l’azienda di cura e soggiorno e per
conferire, nelle more della approvazione della legge regionale
sul turismo, al litorale domitio flegreo lo status di ambito
turisticamente rilevante “affinché discendano le conseguenze
previste dalla legge per lo sviluppo economico dell’area” – ha
spiegato il capogruppo del PdL Fulvio Martusciello. L’esponente
del Pd Antonio Valiante ha evidenziato che “è un subemendamento
inutile e offensivo per la dignità del Consiglio regionale in
quanto la legge citata prevede la costituzione delle aziende e
non l’avvio delle procedure. Insomma - ha sottolineato l’ex vice
presidente della Giunta regionale – è una presa in giro per il
territorio interessato e per il Consiglio”.
Un precedente sub emendamento della maggioranza sul tema è stato
respinto con il voto contrario dei gruppi dell’opposizione e
l’astensione dei gruppi “Caldoro Presidente” e Udc, con gli
altri gruppi del centrodestra che hanno vivacemente protestato
contro l’esito della votazione e hanno chiesto la verifica della
votazione.
Sulla proposta di Schifone si è sviluppato un intenso dibattito
con la maggioranza che ha sostenuto l’importanza e la necessità
di dare un segnale concreto di attenzione a un territorio
martoriato e con l’opposizione che, pur condividendo l’obiettivo
politico della norma, ha sostenuto l’opportunità di inserirla
nella complessiva legge sul turismo evitando interventi parziali
e frammentati.
(Nel corso della discussione il consigliere del Pse Gennaro
Mucciolo (Pse) ha sottolineato che “da anni sosteniamo
l’importanza di una legge per il turismo che è fondamentale per
la nostra regione, ma la legge si è sempre bloccata sulla
problematica relativa al mantenimento in vita degli enti per il
turismo e delle aziende per il turismo. Per questo, abbiamo
sostenuto la necessità di dare vita ad agenzie di promozione
turistica a competenza provinciale – ha aggiunto Mucciolo – e di
dare vita ad una legge ampia per il sistema turistico. Quindi,
ogni fuga in avanti su questa materia o ogni scelta
particolaristica, non può essere condivisa”. Sul tema è
intervenuto anche il vice presidente del Consiglio regionale,
Antonio Valiante, che ha evidenziato: la problematica della
riorganizzazione degli ambiti turistici della Campania non può
essere affrontata in maniera parziale senza mettere in campo un
programma complessivo e organico per il settore e per gli
specifici territori”. A questo punto, il capogruppo del Pd
Giuseppe Russo ha proposto di trasformare il sub emendamento in
un Ordine del Giorno in modo da formalizzare l’intenzione
politica e di rinviare la definizione degli ambiti di interesse
turistico ad una legge organica.
A provare a fugare i dubbi dell’opposizione è stato il
proponente, Schifone, che è anche consigliere delegato dalla
presidenza della Giunta regionale per il turismo: “il progetto
fondamentale resta quello di definire la riforma organica del
settore e dei soggetti di promozione e gestione turistica, ma,
mentre, oggi, tutte le zone turistiche sono ‘coperte’ dalle
aziende per il turismo, l’area del litorale dominio flegreo, che
ha grandi potenzialità, non ha un soggetto deputato ad attuare
tali potenzialità. Insomma – ha sottolineato il consigliere del
PdL – si tratta di colmare una grave lacuna che danneggia quel
territorio già colpito da inquinamento e illegalità e verso il
quale c’è un debito di riconoscenza da parte della Regione e di
tutte le forze politiche”. A questo proposito, la Consigliere
regionale dei Popolari per il Sud-Udeur, Sandra Lonardo, ha
sottolineato che “l’impegno per il territorio domitio-flegreo va
garantito, ma inserito nell’ambito della legge regionale per il
turismo, anche perché le aziende per il turismo non hanno sempre
garantito i risultati sperati, pur comportando un costo molto
elevato per la Regione”. “La maggioranza eviti colpi di mano ed
inutili prove di forza” – ha sottolineato il consigliere di IdV
Dario Barbirotti –“il sub emendamento, così come formulato, è
inutile per l’area domitia flegrea e dimostra la debolezza e la
conflittualità interna della maggioranza” – ha aggiunto il
capogruppo del Pd, Giuseppe Russo; anche per i consiglieri
Raffaele Topo ed Enrico Fabozzi “per i problemi dell’area
occorrerebbe un intervento organico e serio”; molto critico
anche il capogruppo del Pse Gennaro Oliviero, per il quale “la
maggioranza si è impuntata su un cavillo inutile che blocca i
lavori dell’Aula e sottrae tempo alle questioni del lavoro e
della disoccupazione (i lavori devono proseguire con la
relazione dell’assessore al lavoro Nappi sulla crisi
occupazionale). A chiudere la discussione, prima della messa ai
voti del sub emendamento, l’intervento del consigliere Massimo
Grimaldi (N.Psi-Caldoro Presidente) che, per senso di
responsabilità nei confronti dei seri problemi del territorio
domitio-flegreo e al fine di adottare scelte serie ed efficaci,
si è detto disponibile a soprassedere sul sub emendamento e
aprire un confronto ampio sulla soluzione delle problematiche
del territorio).
Infine, per problematiche attinenti le votazioni sugli
emendamenti, è stata chiesta la convocazione della Giunta per il
Regolamento e si è ritenuto, data la tarda ora, di invertire
l’ordine del giorno e consentire all’Assessore al Lavoro
Severino Nappi di svolgere la sua relazione sul Piano per il
Lavoro.
"Oltre 500 milioni di euro investiti nel sostegno del lavoro
campano, oltre 50 mila lavoratori interessati: sono questi i
numeri di "Campania al Lavoro", il piano straordinario
dell'Assessorato al Lavoro della Giunta regionale della Campania
illustrato, stasera, in Consiglio regionale dall'assessore
Severino Nappi.
"Si esce definitivamente dalla logica dell'assistenzialismo e si
mettono in campo strumenti per creare opportunità occupazionali
e per fare in modo che i disoccupati vengano retribuiti per il
lavoro che svolgono" - ha premesso l'assessore Nappi, che è
entrato nei contenuti del Piano approvato la settimana scorsa
dalla Giunta regionale e sull'attuazione del quale vigilerà un
tavolo permanente di concertazione tra Istituzioni e
rappresentante imprenditoriali e sindacali.
L'attenzione fondamentale del Piano sarà rivolta ai giovani - ha
spiegato l'assessore Nappi - ai quali è destinato il 40% delle
risorse impegnate e ai quali sono destinati gli incentivi per
l'apprendistato, per il primo inserimento lavorativo, attraverso
attività formative in azienda. I giovani, i cassintegrati, i
disoccupati di lunga durata sono, infatti, i principali
destinatari del Piano al quale vengono destinati circa seicento
milioni di euro tra risorse europee, fondi ministeriali e
regionali.
Tra gli strumenti previsti dal Piano: l'inserimento formativo in
impresa, la sicurezza sul lavoro e la formazione continua, le
azioni di sistema, "strumenti per l'attuazione dei quali chiedo
il piano coinvolgimento di tutte le forze politiche e
dell'Istituzione tutta".
Nell'aprire il dibattito, il consigliere regionale del PdL
Gennaro Nocera ha sottolineato che "è fondamentale superare la
logica dell'assistenzialismo e creare lavoro vero". Critico,
invece, il consigliere regionale del Pd, Corrado Gabriele, ex
assessore al lavoro nella Giunta-Bassolino, che sottolineato:
"la Giunta-Caldoro annuncia discontinuità ma ha seguito il
percorso del precedente governo finanziando, positivamente, con
dieci milioni di euro il progetto Bros; un progetto fondamentale
per i quattromila disoccupati coinvolti che invito il governo
regionale a non dimenticare" - ha ammonito l'ex assessore al
Lavoro. Gabriele ha inoltre sollecitato la Giunta regionale "ad
essere dalla parte dei disoccupati e dei poveri e chiedere al
Governo risorse al Governo nazionale anche per alimentare misure
di sostegno al reddito, come il reddito di cittadinanza; "vorrei
che nel prossimo bilancio ci fossero nuovamente quei 70 milioni
di euro che hanno consentito a migliaia di famiglie di vivere
dignitosamente" - ha aggiunto, sollecitano l'impegno del governo
regionale anche per i lavoratori in cassa integrazione, per dare
sostegno ai precari della scuola, alle migliaia di lavoratori
delle Comunità montane, ai precari della sanità.
"La Giunta-Bassolino ha fallito del tutto sulle politiche per il
lavoro - ha attaccato il presidente della Commissione Lavoro,
Pietro Diodato, - alimentando assistenzialismo senza futuro e
utilizzando il disagio dei disoccupati come strumento
clientelare. Il piano per il lavoro inverte del tutto questa
tendenza - ha concluso Diodato - ed è su questa traccia
fondamentale che dobbiamo costruire vera occupazione".
Il consigliere di Idv Dario Barbirotti si è detto molto
insoddisfatto della relazione dell'assessore al lavoro "perché è
una mera enunciazione di principi senza prevedere strumenti
concreti per creare occupazioni in una regione dove regna la
desertificazione industriale". "Con il piano per il lavoro, la
Giunta-Caldoro avvia quel cambio di passo indispensabile per la
Campania" - ha detto l'ex presidente del Consiglio regionale,
Sandra Lonardo, consigliere regionale dei Popolari per il
Sud-Udeur, "ma - ha aggiunto - occorre che gli assessori
coinvolti siano concreti e responsabili dell'attuazione del
piano per le parti di propria competenza". L'ex presidente del
Consiglio regionale ha anche stigmatizzato l'assenza degli
assessori interessati dagli interventi previste dal piano.
"Donne, giovani, disoccupati di lunga durata sono gli elementi
fondamentali del piano - ha ricordato la Lonardo - soffermandosi
sulle nuove sfide che il piano offre soprattutto per politiche
per il lavoro che valorizzino le donne. Inoltre - ha proseguito
- il piano supera la logica dell'assistenzialismo mettendo in
campo una occasione storica per creare lavoro a Napoli e in
tutte le province della Campania, con particolare attenzione
alle aree interne, che hanno grandi potenzialità".
CONSIGLIO: PIANO DEL LAVORO, CONCLUSO IL DIBATTITO
"L'opposizione vuole contribuire ad un piano per il lavoro e per
lo sviluppo che sia basato sulla giustizia e sulla coesione
sociale" - è quanto ha affermato il capogruppo del Pd in
Consiglio regionale, Giuseppe Russo, intervenendo in Aula nel
dibattito sul piano del lavoro. "Respingiamo le critiche alle
politiche per il lavoro messe in campo dalla nostra maggioranza
negli ultimi anni - ha sottolineato Russo, che ha aggiunto: "nel
quadro complessivo di disoccupazione, recessione e povertà della
Campania, il centro sinistra ha garantito la coesione sociale e
la giustizia sociale. Non è sufficiente parlare di cessazione
dell'assistenzialismo - ha proseguito Russo - occorre che la
maggioranza dimostri di essere capace di creare le condizioni
per creare vera occupazione e questa è una valutazione tutta da
effettuare". Russo, insieme con il collega di gruppo Antonio
Marciano, ha anche evidenziato che "nemmeno un euro è previsto
dal piano per sostenere il reddito di migliaia e migliaia di
lavoratori cassintegrati e in mobilita e non c'è un'idea chiave
sugli assi di sviluppo per la Campania".
Il consigliere Sergio Nappi (Noi Sud) ha, invece, sottolineato
la positività del piano per il lavoro ma ha sollecitato la
Giunta all'adozione di provvedimenti che possano facilitare la
vita delle imprese in Campania, che è complicatissima per la
mancanza di mercato e per il forte aggravio della tassazione più
elevata di Italia". Per il capogruppo del Pse Gennaro Oliviero
"il vero problema è rimettere in moto la domanda di posti di
lavoro e rimettere in moto l'economia e rilanciare lo sviluppo
perchè, solo così, il paino per il lavoro potrà avere qualche
efficacia. In tal senso, Oliviero ha sollecitato la Giunta a
revocare il decreto cosiddetto "blocca-pagamenti" che soffoca
l'economia campana".
Per il consigliere del PdL Luciano Schifone "l'originalità e la
positività del piano sta nel fatto che esso ruota interamente
intorno all'impresa affinché crei occupazione con il sostegno
delle misure previste, con l'impiego effettivo delle risorse
previste e con l'elaborazione di un cronoprogramma per attuare
il piano e verificarne l'attuazione".
Il consigliere regionale del MpA-Caldoro Presidente Angelo
Marino è stato critico sul piano per il lavoro e ha evidenziato
che "il piano non ha un'anima sociale tanto che non c'è stata
una sola parola, se non da parte dei colleghi Gabriele e Russo,
veramente a sostegno dei disoccupati e dei poveri di Napoli e
della Campania. Questa mancanza di sensibilità sociale fa sì che
il piano non si basi sulle giuste fondamenta - ha proseguito
Marino - perché la politica ha un senso solo che comprende fino
in fondo le problematiche di una popolazione in sofferenza, come
quella campana". Marino ha anche evidenziato che "si parla di
sostegno alle imprese ma non si mettono in campo strumenti
concreti per stimolare il mercato ed è ovvio che le aziende
senza mercato falliscono e scappano via". A questo proposito,
Marino ha proposto di inserire nel piano per il lavoro,
nell'ambito degli incentivi alle imprese, l'obbligo che esse
abbiamo la sede legale in Campania. Lavoro e dignità - ha
concluso l'esponente del MpA per i tanti disoccupati che hanno
perso la speranza".
Infine, il capogruppo dell'Udc Luigi Cobellis ha sottolineato i
tre verbi che devono ispirare l'attuazione del piano: snellirei
procedimenti per favorire l'accesso al credito e promuovere
l'impresa; controllare e sviluppare sinergie con altre linee di
investimento della nostra regione perché le politiche per il
lavoro non vivono da sole ma in sinergia con gli altri settori
per favorire la crescita economica della Regione". "La qualità
precede la quantità nel piano per il lavoro, illustrato oggi in
aula dall'assessore Nappi - ha sottolineato il capogruppo di
Caldoro Presidente Gennaro Salvatore, secondo il quale "è un
piano imponente ed articolato che investe tutta l'area del
disagio, impegnando circa 600 milioni di euro, coinvolgendo
oltre 60.000 persone alle prese da anni con problematiche
lavorative ormai cronicizzate". "Proprio perché basato sulla
consapevolezza che le politiche del lavoro costituiscono la leva
per lo sviluppo del territorio- ha aggiunto- il piano messo in
campo dal governo Caldoro, insieme con il piano generale di
sviluppo, che sarà pronto nelle prossime settimane, rappresenta
lo strumento idoneo per ridurre le distanze tra la Campania e
l'Italia" (SEGUE).
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