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Camera dei
Deputati
Psicofarmaci ai bambini: chiesta la sospensione delle
autorizzazioni
Dopo
la pubblicazione delle registrazioni audio sulla vicenda degli
psicofarmaci prescritti senza il consenso informato dei
genitori, è stata depositata un’interrogazione scritta al
Ministro della Salute Ferruccio Fazio a firma dell’On. Binetti:
"Il ministro sospenda l'autorizzazione ai centri incapaci di
garantire il livello minimo di sicurezza nell'uso di queste
discusse molecole ". Poma (Giù le Mani dai Bambini): stiamo
raccogliendo altre testimonianze, i protocolli del Ministero non
sempre vengono rispettati, ed è necessario verificare
l’erogazione delle terapie non farmacologiche”
ROMA - 27/09/2010. Da poco ripresi i lavori alla Camera dei
Deputati, l’On. Paola Binetti, l’On. Antonio De Poli e l’On.
Nunzio Testa (UdC) hanno depositato un’interrogazione
Parlamentare sulla vicenda – resa nota dalle registrazioni audio
recentemente pubblicate da “Giù le Mani dai Bambini”, il più
rappresentativo comitato di farmacovigilanza pediatrica in
Italia – degli psicofarmaci somministrati ai bambini senza il
consenso informato dei genitori, minimizzando gli effetti
collaterali e promettendo “effetti eccezionali e a rischio
zero”.
I Parlamentari prendono spunto dalle registrazioni delle
interviste alla mamma di Napoli e alla psicologa di Milano che
rispettivamente hanno contattato “Giù le Mani dai Bambini”,
denunciando palesi violazioni ai protocolli Ministeriali di
tutela dei piccoli pazienti. L’On. Binetti afferma: “E’
assolutamente vietato l'utilizzo di queste discusse molecole
psicoattive senza il consenso informato dei genitori, ai quali
occorre comunicare obbligatoriamente e con la massima chiarezza
tutti gli effetti collaterali potenziali. Ciononostante, risulta
che non sempre i protocolli descritti vengono applicati con il
necessario rigore: in alcuni centri la prassi abituale rivela
infatti la massima trascuratezza, come risulta da recenti
registrazioni audio di interviste spontaneamente rilasciate
dalle famiglie interessate e pubblicate on-line. Desideriamo
quindi sapere quali iniziative urgenti ed immediate il Ministro
Fazio intende porre in essere per impedire il ripetersi di
questi gravi illeciti perpetrati ai danni della salute dei
bambini in cura, e se non ritenga necessario promuovere con
sollecitudine iniziative per rafforzare i controlli e per
sospendere le autorizzazioni a quelle strutture incapaci di
tutelare il livello minimo di sicurezza per la somministrazione
di queste molecole”
A seguito della denuncia di “Giù le Mani dai Bambini”, l’ISS
(Istituto Superiore di Sanità) ha sollecitamente avviato una
procedura di verifica, i cui risultati non sono ancora stati
resi noti. Sul punto è intervenuto anche Luca Poma, giornalista
e portavoce nazionale del Comitato: “Ci sono ancora verifiche in
corso, ma le registrazioni parlano da sole. Per il caso campano,
alle prime indagini risulterebbero dei fogli firmati dalla mamma
di Napoli. Peccato che il consenso debba essere – per legge –
‘informato’: le autorità sanitarie ritengono di aver svolto il
proprio servizio di tutela facendo firmare alla famiglia un
modulo in bianco in mezzo a molti altri, senza spiegare nulla,
senza evidenziare i potenziali effetti collaterali, senza
sottoporre alla famiglia i possibili percorsi terapeutici
alternativi? Se l’idea di informazione e sensibilizzazione che
hanno le strutture sul territorio è quella di un mero
adempimento burocratico, non ci siamo: qui è un gioco la salute
dei bambini. Inoltre questo caso sta portando alla luce altre
anomalie, centri che a detta di operatori sociali sul territorio
paiono non in grado di garantire proposte alternative allo
psicofarmaco per la cura dell'iperattività, con il risultato che
la scelta delle famiglie non è affatto consapevole, ma
obbligata: alle famiglie a volte viene detto ‘noi possiamo
garantire solo il farmaco’. Questo è inaccettabile, il Ministro
deve avviare un’indagine: i cittadini devono sapere dove le
terapie non farmacologiche - garantite dalla legge - sono
erogate, e quali Centri invece applicano le norme del Ministero
solo sulla carta. Per far questo, è necessario anche conteggiare
le ore di terapia non farmacologica erogate: l’ISS deve
includere questi dati nel proprio monitoraggio, e i dati devono
essere resi pubblici.”
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