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Ordine Geologi della Campania
Tutela
delle risorse idriche
Corniello
: “Le falde che si trovano nei rilievi carbonatici della
Campania sono in genere in buone condizioni. Gran parte delle
falde acquifere della Piana Campana è contaminata da nitrati”.
Celico : “Coinvolgere gli idrogeologi nell’aggiornamento degli
strumenti e delle modalità di gestione e di protezione delle
risorse idriche per tenere conto compiutamente dei risultati
delle ultime ricerche”.
Doronzo : “Da sempre l’Ordine dei Geologi della Campania ha
posto attenzione sulla risorsa Acqua anche riguardo un corretto
assetto del territorio”
“Le falde idriche presenti nei rilievi della dorsale appenninica
(Matese, Mte Maggiore, M.ti Picentini etc.) sono in genere
(sotto il profilo qualitativo) in buone condizioni. La
situazione si presenta più articolata nelle zone di pianura dove
assai più forte è la pressione antropica legata ad attività
agricole, industriali e civili. Ad esempio, nella Piana Campana
ed in quella del F. Garigliano, che più di recente abbiamo
studiato in dettaglio, c’è un inquinamento molto diffuso da
nitrati”. Lo ha affermato Alfonso Corniello, Ordinario di
Idrogeologia presso il Dipartimento di Ingegneria Idraulica,
Geotecnica ed Ambientale della Facoltà di Ingegneria
dell’Università Federico II di Napoli, intervenuto al Convegno
promosso dall’Ordine dei Geologi della Campania, svoltosi a
Napoli sul tema: “Approccio multidisciplinare allo studio
dell’Idrodinamica sotterranea e dei fenomeni di contaminazione
degli acquiferi”.
“Nella Piana Campana - ha proseguito Corniello -, che accoglie
il basso corso del F. Volturno e si spinge fino a Nola, e nella
piana del F. Garigliano (a nord del M.te Massico) le falde
idriche risultano estesamente contaminate da nitrati anche in
zone profonde e su areali assai estesi. Nelle falde della stessa
Piana Campana (e p.p. in quella del Garigliano) si rilevano
inoltre, a luoghi, sostanze (es. Ferro, Manganese, Fluoruri) che
sono oltre il limite di potabilità ma solo per fenomeni
naturali. I fluoruri, ad esempio, nelle acque sotterranee
destinate ad uso potabile non dovrebbero superare 1,5 mg per
litro; in diversi casi si osservano invece concentrazioni più
alte ma riconducibili alla natura delle rocce che accolgono le
falde. Nella piana del F. Sarno la situazione è meno compromessa
e lo è ancora meno nella zona del F. Sele. Tuttavia, pur
ribadendo la necessità di un’accorta politica di gestione per le
risorse idriche sotterranee nelle piane, va sottolineato che, ai
fini potabili, in Campania non sussistono al momento particolari
problemi in quanto la maggior parte degli acquedotti è
alimentata dalle falde idriche (non contaminate) delle nostre
montagne”.
Ma cosa bisogna fare per salvaguardare le risorse idriche ? :
“Gli ultimi anni di ricerca hanno consentito di affinare quelli
che sono i modelli di funzionamento preesistenti in letteratura
– ha dichiarato Fulvio Celico, Ordinario di Idrogeologia presso
il Dipartimento di Scienze e Tecnologie per l’Ambiente e il
Territorio dell’Università del Molise - riguardo ai sistemi
acquiferi carbonatici in cui defluiscono le falde che poi sono
oggetto di captazione ad uso potabile e che servono, tra
l’altro, anche l’abitato di Napoli . Questo affinamento del
modello concettuale di funzionamento avrà come ricaduta
immediata la possibilità di ottimizzare ulteriormente la
gestione di questi acquiferi e delle rispettive risorse idriche
ed anche di prevenire fenomeni di inquinamento . Abbiamo
strumenti conoscitivi superiori a quelli di qualche hanno fa per
gestire e proteggere meglio le nostre risorse idriche”. Dunque
secondo Celico, intervenuto al convegno, quello che gli Enti
preposti dovrebbero fare adesso “è coinvolgere gli idrogeologi
nell’aggiornamento degli strumenti e delle modalità di gestione
e di protezione delle risorse idriche per tenere conto
compiutamente dei risultati delle ultime ricerche”. Chiaro
Giuseppe Doronzo, segretario dell’Ordine dei Geologi della
Campania .
“Il nostro Ordine – ha dichiarato Doronzo - continuerà il
programma di formazione su queste tematiche anche per perseguire
l'obiettivo di far comprendere, in tutti i tavoli
tecnico/politici - ha affermato Giuseppe Doronzo , Segretario
dell’Ordine dei Geologi della Campania - la centralità del
Geologo nella conoscenza dei rischi geologici, l’esaltazione
delle georisorse, lo sviluppo e riqualificazione del territorio
in modo sostenibile e, all'opinione pubblica, l'importanza del
ruolo del geologo. Da sempre l’Ordine dei Geologi della Campania
ha posto attenzione sulla risorsa Acqua anche riguardo un
corretto assetto del territorio e la lotta contro la siccità
anche tramite la divulgazione a tutti i livelli delle
valutazione delle risorse idriche sotterranee e l’attuale
utilizzazione”.Presente all’evento anche Giuseppina Nocera ,
Consigliere dell’Ordine dei Geologi della Campania.
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