EPT Salerno
Si presenta
"Il Percorso dei briganti"
Piaggine torna all'anno 1861 con la ricostruzione del villaggio
dei briganti: dal 18 al 20 settembre il centro storico si
trasforma in un villaggio di due secoli fa dove prende piede la
vita del tempo, tra pastori e gendarmi, case di paglia e
pentoloni per scaldare la zuppa dei combattenti mentre per i
visitatori sulla in tavola impera il piatto contadino per
eccellenza: la capra alla pastoresca accompagnata dal
caciocavallo preparato a vista. Una gara di organetti ricorderà
atmosfere lontane.
Martedì 15 Settembre ore 11 presso la Sala Conferenze dell’ Ept
di Salerno, si terrà la Conferenza Stampa di presentazione de“il
Percorso dei Briganti” (18-19-20 settembre), la manifestazione
promossa dal Comune di Piaggine che vede il patrocinio dell’Ente
per il Turismo e la Provincia di Salerno, il Parco Nazionale del
Cilento e Vallo di Diano, ed è organizzata da Naturambiente,
Fondazione Brigantaggio Campano Giuseppe Tardio.
Come in un film, ai visitatori verrà data la possibilità di
praticare i sentieri e i nascondigli utilizzati dai briganti,
seguendo una mappa che indicherà le aree che furono teatro degli
scontri armati. Dal prossimo 18 settembre, ad attendere
l’incursione dei figuranti nella rappresentazione dei briganti
guidati al tempo dall’avvocato Giuseppe Tardio, Piaggine
prenderà le sembianze di un piccolo villaggio composto come
allora da tende, fuochi e pagliai realizzati dalla Comunità
Montana Calore Salernitano. A cavallo e a piedi briganti e
brigantesse. La città si lascerà invadere dalla guerriglia, che
oltre un secolo fa coinvolse soldati delle truppe regolari,
contadini, donne e bambini. “Non è un’azione di retroguardia -
ha spiegato l’Assessore alla Cultura Vincenzo Marra - ma un modo
per conservare la memoria di fatti realmente accaduti così come
i protagonisti di una vita spartana, condotta ai limiti della
sopravvivenza, l’hanno riferita tramandando ai figli e ai nipoti
nella forma della tradizione orale”.
Il Villaggio Rurale
Il villaggio rurale è allestito nel centro storico di Piaggine.
Ogni sera dalle 20 si può assistere alla rievocazione storica,
L’ ingresso è gratuito. Tra tende e baracche, si incroceranno
donne e bambini, pastori, contadini, gendarmi, banditi in cerca
di cibo, pelli. Le vecchie lavoreranno teli, giunco, vimini. Con
il latte delle mucche, si prepareranno i formaggi sia sabato e
domenica. Una serie di gruppi musicali si alterneranno in piazza
Umberto per emozionare i visitatori. Alle porte batteranno il
pugno i briganti per chiedere riscatti e poi fuggire. Alle
truppe regolari si uniranno i civili. L’ attore Renato Marotta
ricorderà la vita di Giuseppe Tardio.
Dal passato sulla tavola torna la Capra alla Pastoresca
Spazio alla gastronomia tipica del territorio. “Il Percorso dei
briganti” è l’occasione per rispolverare i piatti poveri della
tradizione. È il caso della pecora alla pastoresca e dei
cavatielli al ragù con il formaggio di Piaggine. Presso una
postazione sarà possibile consumare i prodotti tipici come i
Fusilli di Felitto, Vino di Castel San Lorenzo, Castagne di
Roccadaspide, fagioli di Controne, Ceci di Cicerale, fico Bianco
di Orria, Soppressata di Gioia Cilento, formaggio e caciocavallo
di Piaggine, Olio Dop del Cilento.
Ecco la storia del capobrigante condannato a morte per aver
tentato di liberare il Mezzogiorno
Il percorso dei Briganti, in memoria di Giuseppe Tardio, dura
tre giorni. La rievocazione ha alla base ciò che l’avvocato
compì nel 1861. Nelle prime ore del 22 settembre, sbarca,
proveniente da Civitavecchia, con 32 uomini da un paranzello
(barcone) ad Agropoli. Consegna armi e divise dell’esercito
borbonico e s’inerpica sulle montagne tra Giungano, Capaccio,
Trentinara. Percorre, sempre nascosto tra i boschi di ontani e
faggi, i monti di Monteforte e Magliano. Scende giù al fiume
Calore e ne inizia la risalita aggirando forre, dirupi, sbalzi
delle gole; ne fiancheggia le sponde all’ombra delle macchie
ingiallite, risale le coste di Sant’Elena nel comune di Laurino
ed arriva il 24 settembre a Piaggine sul Monte Cervati. È il
monte che conosce di più, ove riparerà, quasi sempre, quando è
in difficoltà inseguito dai nemici o per prepararvi escursioni
armate in altre aree del Cilento. L’evento manifesta apertamente
uno spirito di parte. Il personaggio lo merita: è un partigiano
sconfitto da coloro che hanno invaso il Regno delle due Sicilie.
Dal paese natio, allora chiamato Piaggine Soprano, partivano le
sue azioni di contrasto e sollecitazioni agli altri comuni ad
insorgere contro i Savoia. Solo l’ampio sostegno delle
popolazioni del Cilento gli permette di tenere in scacco le
Guardie Nazionali spesso sue alleate, la Guardia Mobile ed i
bersaglieri Sabaudi. Decine di paesi insorgevano al suo arrivo.
Nel prendere soldi, alimenti ed animali da greggi e mandrie in
montagna, per sfamare i suoi uomini, rilasciava un ricevo
apponendovi il timbro Borbonico e la sua firma di comandante. È
facile evincere dal comportamento la certezza della vittoria ed
il sicuro rimborso per i possessori della ricevuta. L’agire del
legale, divenuto capobrigante, mira al ritorno sul trono del
legittimo Re Borbone Francesco II e della regina Maria Sofia.
Dopo due anni di scontri, esaurita la speranza di rivolta
generale del Sud, ripara a Roma. Nel 1870, con la conquista di
Roma, fu arrestato perché riconosciuto e denunciato da un
pastore di Valle Dell’Angelo arruolato come militare in quella
città. Il soldato, a compenso della denuncia, ricevette la
taglia messa in palio. Una volta arrestato, il legale subì un
lungo processo che si concluse con la sentenza di condanna a
morte. L’accusa gli attribuiva il reato di voler sovvertire
l’ordinamento dello Stato, e nel merito anche fatti di sangue.
In seguito, la pena fu tramutata in condanna ai lavori forzati a
vita nel penitenziario dell’isola di Favignana in Sicilia, dove,
dopo 20 anni di prigionia, morì.