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Nola
Senza casa, occupano una scuola
NOLA – “E’ vero, abbiamo occupato momentaneamente questo
edificio perché non abbiamo un tetto sulla testa”. Si sono
giustificate così le due coppie di cittadini che questa mattina
si son ritrovate i vigili urbani dinnanzi l’ingresso dell’ex
edificio scolastico sito nel rione Gescal a Nola con l’avviso di
“sgombero immediato”. Un’occupazione abusiva dettata dalla
disperazione forse, “scoperta” per caso dai responsabili
comunali che quest’oggi, dopo una segnalazione, si sono recati
con alcuni agenti del corpo di polizia municipale presso i
locali dell’ex succursale della scuola elementare “Tommaso
Vitale” nell’area Gescal. E qui l’amara scoperta. Otto persone,
di cui quattro bambini piccoli e un altro in arrivo, da diversi
giorni avevano “trasformato” i locali in questione in un vero e
proprio dormitorio privo di beni di prima necessità. “Una scelta
forzata – si sono giustificati – purtroppo non abbiamo un tetto
e la casa di nostra suocera presso la quale stavamo è troppo
piccola per ospitare dodici persone, compresi noi otto. Giacchè
questo edificio era libero, abbiamo pensato che non avremmo
creato problemi a nessuno con la nostra presenza”. L’edificio in
questione sino allo scorso anno era la sede distaccata della
scuola elementare di piazza Risorgimento; uno stabile
attualmente chiuso che a breve dovrebbe essere “trasformato”,
stando ad una delibera comunale, in un centro polifunzionale per
i residenti della zona. Siccome i lavori non sono ancora partiti
probabilmente i due fratelli, entrambi operai, con le rispettive
consorti e figli a seguito, hanno pensato bene di utilizzarlo
per uso abitativo senza però fare i conti con la legge. Questa
mattina l’invito a lasciare immediatamente lo stabile,
totalmente sprovvisto dei più elementari comfort per viverci
soprattutto in presenza di minori. Un invito che ha creato un
po’ di malumore e attimi di agitazione sedati con l’arrivo
dell’assessore alle politiche sociali, Arcangelo Annunziata, del
dirigente comunale Giacomo Stefanile e della responsabile dei
servizi sociali, Raffaella Vallone resisi disponibili sin da
subito a collaborare per trovare una soluzione e soprattutto
un’alternativa abitativa alle due famiglie magari presso una
casa famiglia. Una sistemazione momentanea almeno per le donne e
i piccoli in attesa di un alloggio definitivo che al momento non
sarebbe ancora stato individuato. Un impegno assunto per dare
dignità e “rifugio” a due coppie, esempio concreto di quanto
l’emergenza abitativa sia ancora così presente anche nella
nostra zona.
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