Nola
Allarme bomba al Tribunale, è caos

Falso allarme, aperta una indagine. Le dichiarazioni del Procuratore Paolo Mancuso e dell'Avvocato Enrico De Sena

NOLA – S.O.S questa mattina al Tribunale di Nola. A lanciare l’allarme, alle ore 10:04 in punto, una telefonata anonima arrivata in contemporanea al comando operativo dei Vigili del Fuoco di Napoli, al centralino del Gruppo Carabinieri di Napoli, alla locale stazione di Nola, al comando cittadino dei vigili urbani e in Questura. Più telefonate, rigorosamente anonime, dal contenuto identico: ”Tra le 11 e le 12 al Tribunale di Palazzo Orsini di Nola scoppieranno due bombe”. Ed è subito panico. In pochi minuti avvocati, giudici, cancellieri, impiegati e semplici cittadini, allertati dell’immane pericolo, si riversano in strada abbandonando l’edificio per il quale viene disposta l’immediata evacuazione da parte delle forze dell’ordine precipitatesi sul posto. Un fuggi fuggi generale che crea un notevole scompiglio soprattutto nelle aule giudiziarie dove, sino a quel momento, si stava svolgendo regolarmente l’attività forense. Avvisato, il Presidente del Tribunale, Giovanni Fragola Rabuano (nella foto), dispone la cancellazione delle udienze e, coordinato dalle forze dell’ordine, invita tutti a lasciare gli uffici. Una situazione di allarme che ha interessato per precauzione anche gli altri uffici giudiziari, nelle sedi distaccate sul territorio cittadino, in particolare il Palazzo dei Giudici di Pace sulla variante 7 Bis in cui erano in calendario molte udienze restate così sospese o non avviate del tutto dopo l’ordine di evacuare tutti gli ambienti. Gli unici che non si lasciano intimorire proseguendo la loro attività sono il Magistrato Giovanna Napoletano che presiede il Collegio Penale, e il Procuratore Capo Paolo Mancuso. “Sin da subito ho capito che si trattava di un semplice scherzo o atto intimidatorio” – ha dichiarato poi lo stesso Mancuso. E in effetti così è stato. La conferma di ciò arriva però soltanto due ore dopo l’allarme, 120 minuti di caos generale in cui ad un certo punto la curiosità prende il sopravvento anche sul buon senso e nell’arco di un quarto d’ora piazza Giordano Bruno diventa scenario di “pettegolezzi”. Voci che si rincorrono per cercare di capire quale udienza o processo importante fosse in corso tale da giustificare la tecnica del finto allarme. Voci che però restano tali. Nessuna udienza particolare in calendario nella giornata odierna, nessun processo legato a qualche clan camorristico. Intanto la folla aumenta e le forze dell’ordine giunte sul posto insieme al camion dei pompieri, alla polizia e a vigili urbani faticano non poco per tenere sotto controllo la situazione e ristabilire l’ordine per non ostacolare il piano di evacuazione. Minuti intensi di duro lavoro per coordinare il flusso del traffico e far spostare qualche mezzo pesante che proprio in quel momento stava procedendo a scaricare la propria merce nei negozi del vicinissimo e centralissimo corso Tommaso Vitale. In pochi minuti piazza Giordano Bruno viene “perimetrata” e chiusa al traffico per consentire agli artificieri e alle unità cinofile di ispezionare gli uffici giudiziari a 360 gradi. La telefonata di avvertimento infatti non precisava il punto esatto dell’esplosione, pertanto gli ordigni potevano essere disposti in qualsiasi stanza o luogo ben nascosto. Momenti di alta tensione terminati con esito negativo. L’esito dell’ispezione conferma infatti che si è trattato di un falso allarme. E in pochi minuti, dopo oltre due ore di panico generale, tutto ritorna alla normalità. Le autorità a questo punto dispongono la riapertura degli uffici. Alle ore 12.35 i cancelli di accesso al Tribunale vengono riaperti al pubblico e alla presenza della polizia, l’edificio si ripopola. Resta ora da capire il movente di un simile gesto sul quale stanno lavorando gli inquirenti, che sulla questione hanno aperto un fascicolo in merito. Al momento non si esclude nessuna pista anche se la dinamica lascerebbe intendere un atto intimidatorio per impedire lo svolgimento delle procedure collegate alle aste di vendita giudiziaria in corso proprio quest’oggi. Vengono intanto attentamente vagliate le telefonate di avvertimento fatte in mattinate agli appositi uffici con particolare attenzione sui luoghi di provenienza; telefonate che risulterebbero fatte da Scafati e Pagani, anche se nulla è trapelato se siano state svolte con apparecchi di telefonia fissa, domestica, pubblica o mobile. Sono indizi sui quali gli inquirenti stanno operando nell’ambito di tutte le attività investigative in atto e coordinate dal Procuratore Mancuso. Da sottolineare che l’episodio odierno non sarebbe l’unico del genere di cui sarebbe stato fatto segno il Palazzo di Giustizia a Nola. Sembrerebbe infatti che negli anni scorsi almeno due sarebbero stati i casi registrati. Tutti casi di “falso allarme” che al di là di qualche ritardo o rinvio giudiziario non hanno procurato grossi danni, se non tanto spavento e curiosità. Sta di fatto che la giornata vissuta questa mattina dinnanzi i cancelli di Palazzo Orsini è stata piuttosto movimentata ma, ristabilito l’ordine, tutto è ripreso regolarmente, attività forensi comprese, seppur con diverse ore di ritardo.
IL PROCURATORE CAPO MANCUSO –“Sin da subito ho immaginato che si trattasse di un falso allarme. Motivo per il quale non mi sono mosso dal mio ufficio”. Ha esordito così il Procuratore Capo della Repubblica di Nola, Paolo Mancuso (nella foto), alla riapertura di cancelli del Tribunale di Palazzo Orsini dopo l’esito negativo da parte degli artificieri e delle unità cinofile circa la presenza di un ordigno pronto ad esplodere negli uffici giudiziari di piazza Giordano Bruno. “La dinamica è chiara. Ci sono state più telefonate anonime che minacciavano l’esplosione di una bomba presso questo edificio tra le 11 e le 12. Ovviamente abbiamo disposto la sospensione delle udienze e l’evacuazione immediata degli uffici per consentire a chi di dovere di fare i dovuti controlli. Fortunatamente l’esito è risultato negativo. Non posso pronunciarmi in merito, le indagini sono in pieno svolgimento. Non si esclude nessuna matrice per ora anche se escluderei a priori l’ipotesi ”penale” per l’assenza odierna di processi particolari legati a qualche clan. Ogni singolo indizio è comunque sotto la lente di ingrandimento da parte dell’autorità giudiziaria. Sembrerebbe infatti al momento che alcune telefonate anonime giunte questa mattina arrivassero da Scafati e Pagani. Bisognerà solo attendere che le indagini facciano il suo corso”.
IL PRESIDENTE DELL’ORDINE DEGLI AVVOCATI DE SENA – “Sicuramente il mittente della telefonata anonima voleva ritardare o far saltare addirittura qualche udienza scomoda ma escludo l’ipotesi che il gesto di questa mattina sia da collegare al settore penale. Non mi pare che fossero in corso udienze particolari o processi importanti legati a qualche clan di camorra, quanto piuttosto credo che qualcuno fosse intenzionato a sospendere qualche operazione di vendita nel settore esecuzioni”. Ha commentato così l’avvocato Enrico De Sena (nella foto), Presidente dell’Ordine degli avvocati di Nola, presente negli uffici di Palazzo Orsini al momento dell’allarme bomba. “Un gesto intimidatorio che comunque non va assolutamente sottovalutato anche perché ha ritardato di non poco lo svolgimento delle attività forensi in corso. Purtroppo la giustizia è già lenta in Italia, bisogna evitare ulteriori rallentamenti. Sul caso è stato aperto un fascicolo e sono più che mai sicuro che l’autorità giudiziaria svolgerà il suo dovere nel migliore dei modi per dare una spiegazione a tutto ciò”.
 

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