|
Il libro del giorno
Ruggine
americana di Philipp Meyer
La
trama e le recensioni di Ruggine americana, romanzo di Philipp
Meyer edito da Einaudi. A Buell, in Pennsylvania, il sogno
americano prende la ruggine accanto alle fabbriche chiuse e alle
acciaierie dismesse: sembra un paesaggio da dopobomba ma l'unica
bomba che è scoppiata a Buell è quella della crisi economica,
delle produzioni dislocate in Asia o in Sud America, degli
impianti che chiudono e degli operai senza più un impiego e
un'identità. Il lavoro che se ne va lascia dietro di sé una
comunità in cui la fine del sogno di una nazione si ripete, ogni
giorno, nei sogni infranti dei suoi abitanti. Come quelli di
Isaac English: vent'anni, timido, insicuro, ha il cervello di un
genio ma il college rimane un sogno da quando la madre si è
suicidata e lui, qualche tempo dopo, ha tentato di imitarla.
Sarebbe morto se non l'avesse salvato Billy Poe. Billy, da parte
sua, non è molto sveglio, ma in compenso è grande e grosso: a
scuola era un campione di football tanto da guadagnarsi una
borsa di studio per l'università. Andarsene avrebbe significato
stare alla larga dai guai (in cui ha la malsana abitudine di
ficcarsi) ma ad abbandonare sua madre e la baracca in cui vivono
non ce l'ha proprio fatta. Poi un giorno, dopo anni passati ad
accudire il padre invalido, Isaac decide - con una di quelle sue
idee un po' ingenue e un po' lucidissime - di scappare di casa e
partire per la California. Appena fuori città si imbatte
nell'amico Billy e quando scoppia un temporale decidono di
ripararsi in un capannone abbandonato: l'incontro con tre
senzatetto darà inizio a un'imprevedibile catena di eventi che
segneranno per sempre le vite di Isaac, Billy e degli altri
personaggi di cui Philipp Meyer ci racconta la storia e i
pensieri. Perché anche se Ruggine Americana ha il ritmo
inesorabile del noir, è nella testa dei personaggi, anzi nelle
loro coscienze, che si compiono le tragedie più grandi.
Philipp Meyer è cresciuto a Baltimora, Maryland. Ha lasciato il
liceo a 16 anni. Dopo aver lavorato per diversi anni in un
centro traumatologico, si è iscritto alla Cornell University,
dove ha studiato letteratura inglese. Dopo la laurea, ha
lavorato in banca, poi come operaio edile, e infine di nuovo in
un ospedale. I suoi racconti sono usciti su «The New Yorker», «Esquire»,
«McSweeney's», «Salon» e l'«Iowa Review». Ruggine americana («I
coralli», 2010 ) è stato nominato Miglior libro del 2009 da «The
New York Times», dal «Los Angeles Times» e dall'«Economist» ed è
stato inserito nella Newsweek's list of «Best Books Ever»,
Amazon Top 100 Books of 2009, Washington Post Top 10 Books of
2009. Philipp Meyer è stato selezionato da «The New Yorker» tra
i 20 migliori scrittori sotto i 40 anni. Questo è il suo primo
romanzo. È in lavorazione l'adattamento cinematografico per la
regia di Walter Salles.
|
|