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Il libro del giorno
Quando la
notte di Cristina Comencini
La
trama e le recensioni di Quando la notte, romanzo di Cristina
Comencini edito da Feltrinelli. È estate, Marina è in montagna
con il figlio piccolo, sola di fronte alla propria incapacità di
essere la brava madre che dovrebbe, che vorrebbe, essere - una
sensazione che si affanna a nascondere alla famiglia e persino a
se stessa. Il suo padrone di casa, Manfred, è un montanaro rude
e silenzioso, che nasconde con la ruvidezza il trauma di un
doppio abbandono: quello della madre e quello della moglie, che
gli ha portato via anche i figli. Il figlio di Marina
accidentalmente cade dal tavolo, il sangue scorre, lei è
incapace di reagire. Manfred salva il bambino e scopre il
"segreto" di quella donna che ha continuato a spiare: Marina non
è in grado di accudire il suo bambino. Ben presto però anche
Manfred viene smascherato come l'uomo traumatizzato e
angosciosamente solo che è: lo smascheramento è tanto più
doloroso perché avviene dopo un incidente (in montagna, là dove
lui dovrebbe sentirsi più sicuro e forte) nel quale rischia di
perdere la vita ma viene salvato da Marina. Per un attimo
lunghissimo sono stati l'uomo e la donna che si guardano, si
sfidano, si desiderano - e forse si vogliono morti, tanto è
intollerabile ed estremo il loro desiderare. E invece si
separano. Manfred si fa accudire, invalido, dalla ex moglie.
Marina torna dal marito, in città - la vacanza è finita.
Quindici anni dopo quell'estate Manfred e Marina si ritrovano.
Nata a Roma nel 1956, figlia del grande cineasta Luigi, Cristina
Comencini collabora a lungo col padre in veste di
sceneggiatrice. Nel 1988 fa il suo esordio nella regia con Zoo
(1988). Tra gli altri suoi film: I divertimenti della vita
privata, La fine è nota (dal romanzo di Geoffrey Holliday
Hall)(1992), Matrimoni, Va’ dove ti porta il cuore (dal romanzo
di Susanna Tamaro)(1996), Matrimoni(1998), Liberate i pesci
(2000), Il più bel giorno della mia vita(2002), La bestia nel
cuore (2005, candidato all’Oscar), Bianco e nero(2008). Nel 2006
ha curato la trasposizione e la regia teatrale del suo romanzo
Due partite da cui, nel 2009, Enzo Montaleone ha tratto
l’omonimo film.
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