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Il libro del giorno
La Teqja di Artur Spanjolli
Nella
saga familiare iniziata da Artur Spanjolli con il romanzo
Cronaca di una vita in silenzio, La Teqja rappresenta un viaggio
a ritroso nel tempo: se gli avvenimenti ivi narrati si svolgono
a Likesh intorno al 1969 durante la dittatura comunista di Enver
Hoxha, in realtà l’autore, attraverso i ricordi dei personaggi,
si spinge fino a un secolo prima per raccontare le origini della
famiglia Cialliku e le peripezie dei padri fondatori. Islam e
Hysen Cialliku, i due fratelli sapienti, vissuti a Likesh un
secolo prima, possedevano una vasta biblioteca e avevano donato
le proprie ricchezze ai contadini poveri attirando su di sé le
ire delle autorità locali e del crudele Seit Beu. In seguito
alla morte di Islam a causa del colera, Hysen era vissuto nella
fede di Allah e nella tolleranza, non si era mai sposato – a
differenza di Islam che aveva avuto il figlio Ahmet – e aveva
combattuto il tiranno fino alla morte: per salvare i libri
dall’incendio appiccato dagli sgherri di Seit Beu, Hysen era
bruciato vivo. Il diario del saggio Hysen, una trentina di
pagine in tutto, era stato sotterrato da Ramadan, padre di Meta,
nel sacro luogo adiacente la casa e ritrovato da Meta pochi
giorni prima del novembre del 1969. Una sera, di nascosto e in
piena dittatura comunista, otto persone della famiglia Cialliku
e cinque conoscenti, più un giovane traduttore, si riuniscono a
casa del vecchio patriarca Meta per ascoltare le parole del
diario di Hysen Cialliku. Queste persone continueranno a
riunirsi per nove sere di seguito per apprendere dalle parole
dell’insigne antenato su quali basi morali poggi la santità
dell’uomo che da solo si oppose ai soprusi del crudele
governatore di Likesh.
Artur Spanjolli, nato nel 1970 a Durazzo, vive a Firenze dal
1992. In Albania, nel 1994, è uscita una sua raccolta di poesie
e prose poetiche, La notte dei cipressi stranieri. In Italia
Besa ha pubblicato i romanzi Cronaca di una vita in sil |
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