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Nato a
Cattolica, vive fin da piccolo a Coriano. Comincia a correre
a 7 anni con le minimoto nella sua città. A 12 anni è
proclamato campione italiano, così come nel 2000, anno nel
quale gareggia per il titolo europeo conquistando la 2ª
posizione. A 14 anni prende parte al Trofeo Honda NR (sale
in 2 occasioni sul podio) ed al campionato italiano 125 GP.
Nel 2002 è campione europeo classe 125cc e lo stesso anno,
dopo un buon apprendistato a livello nazionale ed europeo,
debutta nel Motomondiale - classe 125 nel gran premio della
Repubblica Ceca nel team dell'Aprilia CWF - Matteoni Racing,
al posto di Jaroslav Huleš, passato alla classe 250, il
compagno di squadra è Chaz Davies. Termina la stagione 33º
con 3 punti ed ottiene come miglior risultato un tredicesimo
posto in Portogallo.
Il 2003 lo vede impegnato per la prima stagione completa del
Campionato del Mondo, con compagno di squadra Mirko
Giansanti, terminando la stagione 21º con 31 punti ed
ottenendo come miglior risultato un quarto posto in Comunità
Valenciana.
Il 2004 è per lui un'annata difficile e gli riserva
sensazioni contrastanti. La sua capacità di gestire al
meglio la moto sul bagnato gli permette di trionfare a
Jerez, dove realizza la pole e la sua prima vittoria in
carriera nonostante l'insidioso tracciato letteralmente
inondato dalla pioggia, e di confermarsi specialista sul
bagnato a Brno, dove guadagna ancora la pole position in una
sessione di qualificazione accompagnata da condizioni
critiche. Ma è un'annata segnata anche da cadute e
inconvenienti, che non gli permettono di superare l'11ª
posizione della classifica generale con 79 punti. Il team di
cui ha fatto parte è stato il Rauch Bravo ed il suo compagno
di squadra è stato Steve Jenkner.
Il team Nocable.it Race lo ingaggia per il 2005, il compagno
di squadra è Joan Olivé. Vince un altro gran premio a Jerez
e sale in tutto sei volte sul podio (oltre la vittoria,
secondo in Catalogna e terzo in Germania, Repubblica Ceca,
Qatar e Australia), ma pur lottando sempre per le posizioni
di vertice, esce dalla lotta per il mondiale già a metà
stagione, poiché ormai fatica ad adattarsi alla sua Aprilia
RS 125 R vista la notevole altezza, ma chiude comunque al
quinto posto con 177 punti, realizzando anche una pole
position in Spagna.
Nel 2006 passa in 250, alla guida della Gilera RSV 250 con
capotecnico Rossano Brazzi, già tecnico di campioni come
Valentino Rossi e Marco Melandri, il quale però si ammala
dopo le prime gare lasciandolo senza una vera "guida"
durante tutta la stagione. Si classifica decimo con 92 punti
senza ottenere riusultati eclatanti, infatti il suo miglior
risultato è un sesto posto in Cina.
L'anno successivo, il 2007, l'Aprilia toglie a Simoncelli la
moto ufficiale e gli affida una Aprilia RSW 250 LE sempre
nel team Metis Gilera, ma gestita tecnicamente da Aligi
Deganello. È una stagione avara di risultati, terminata al
10º posto con 97 punti, con miglior risultato in gara due
sesti posti (Francia e Olanda).
Nel 2008 le cose vanno molto meglio per il romagnolo:
nonostante la moto non ufficiale, nelle prime due gare
piazza due zeri per via di due cadute, tra l'altro in una
delle due a Jerez lottava per la vittoria. Nella gara
successiva in Portogallo riesce a guadagnare la sua prima
pole stagionale, ma solo nella gara successiva riesce a
portare a casa la prima vittoria al Mugello e poi in
Catalogna. Ricevuta una moto evoluta, vince al Sachsenring
con ben 10" di vantaggio su Mika Kallio, poi a Motegi, a
Phillip Island, e col terzo posto a Sepang si laurea
campione della 250, per poi vincere a Valencia a coronamento
di una grande stagione, in cui totalizza 281 punti. Gli
altri podi sono stati: secondo in Francia e Gran Bretagna,
terzo in Olanda e Repubblica Ceca, le altre pole position
sono state ottenute in Germania, Repubblica Ceca, Giappone,
Australia e Comunità Valenciana.
Marco Simoncelli sul Circuito di Donington Park nel 2009Per
il 2009, nonostante l'alloro iridato, decide di rimanere
nella classe di mezzo, è però costretto a saltare
l'inaugurale GP del Qatar a causa di un infortunio. Dopo
alcune gare incerte, nel gran premio di Francia, Simoncelli
dà una grande prova di bravura, dimostrando di essere
ritornato in forma, vincendo sul bagnato con un gran margine
sul secondo. Nella gara successiva, al Mugello, ingaggia una
lotta all'ultima staccata sul bagnato con Mattia Pasini,
arrivando però in seconda posizione. Trionfa al Sachsenring
conquistando la sua 10º vittoria nel motomondiale e rilancia
le sue aspirazioni al titolo. In seguito, dopo la pausa
estiva, vince anche a Brno, di nuovo dopo una lotta
estenuante con Pasini, poi un altro grande successo a
Indianapolis permette a Simoncelli di ridurre notevolmente
il gap dal leader del mondiale Hiroshi Aoyama e dallo
spagnolo Álvaro Bautista. Purtroppo, nel successivo gran
premio di Misano per via di una caduta perde punti preziosi
per la riconquista del titolo iridato ma dopo le due
vittorie consecutive in Portogallo ed in Australia si porta
a dodici punti dal leader Hiroshi Aoyama, con ancora due
gare da disputare.
Ritornato vicino al vertice della classifica, in Malesia
Aoyama vince meritatamente la corsa, mentre dietro
Simoncelli e Barberá rimangono in lotta fino all'ultima
curva, un arrivo al fotofinish lascia nelle mani della
giuria l'assegnazione delle piazze. Per via del giro veloce,
la seconda posizione viene consegnata allo spagnolo mentre
l'italiano si deve accontentare del terzo posto e perde
altri punti preziosi che fanno aumentare il suo distacco dal
giapponese a ben 21 punti. Nell'appuntamento conclusivo di
Valencia, dopo aver condotto in testa per buona parte della
gara, Simoncelli è protagonista di una scivolata che
consegna di fatto il titolo mondiale a Hiroshi Aoyama,
inoltre la contemporanea vittoria del Gran premio da parte
di Barberá permette anche al pilota spagnolo di sopravanzare
in classifica il romagnolo relegandolo al terzo posto finale
con 231 punti. Gli altri podi sono stati: terzo in Spagna e
Olanda, realizzando anche quattro pole position (Giappone,
Germania, Repubblica Ceca e Comunità Valenciana).
Durante la stagione 2009, partecipa alla quattordicesima
prova del campionato mondiale Superbike sull'Aprilia RSV4 in
sostituzione di Shinya Nakano. Durante le prove di qualifica
del sabato riesce a registrare un buon tempo piazzandosi in
ottava posizione. Nonostante la seconda fila, in gara 1 non
parte benissimo e mentre cerca di recuperare le posizioni
perse cade malamente. Gara 2 lo vede protagonista di
un'altra rimonta, nella quale in tale occasione riesce a
conquistare il terzo gradino del podio finendo davanti al
compagno di squadra Max Biaggi.
Nel 2010 passa alla classe MotoGP con la RC212V del team San
Carlo Honda Gresini, il compagno di squadra è Marco
Melandri. Ottiene come miglior risultato un quarto posto in
Portogallo e termina la stagione all'8º posto con 125 punti.
Nel 2011 resta nello stesso team avendo però una fornitura
uguale a quella ufficiale del team HRC, questa volta con
compagno di squadra Hiroshi Aoyama. Ottiene due quinti
posti, al Gran Premio del Qatar, gara di inizio stagione ed
al Gran Premio di Francia e due pole position, una al Gran
Premio di Catalogna e l'altra al Gran Premio d'Olanda. Al
Gran Premio motociclistico della Repubblica Ceca Simoncelli
ottenne il primo podio (un terzo posto) nella classe regina.
Al Gran Premio motociclistico di San Marino e della Riviera
di Rimini 2011 Simoncelli ottiene un quarto posto dopo un
finale di gara molto concitato durante il quale, negli
ultimi 3 giri, lotta con il connazionale Andrea Dovizioso e
con lo statunitense Ben Spies per mantenere la sua quarta
posizione che, dopo vari sorpassi tra i tre, alla fine
ottiene proprio il Sic. In Australia giunge secondo,
fornendo il miglior risultato in carriera in MotoGP.
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