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Mondiali
Zambrotta: “Le critiche ci hanno unito". Parte dei premi per
l'unità d'Italia
Undici anni di Nazionale. Ha esordito in azzurro con Zoff nel
’99, ha partecipato a tre Europei e questo è il terzo Mondiale:
il veterano Gianluca Zambrotta la sa lunga sul calcio e
dintorni. “Da che mi ricordo – spiega il difensore del Milan –
l’Italia non è mai partita favorita in una competizione. Era
così anche nel 2006, tutti parlavano di una Nazionale che al
massimo poteva arrivare agli ottavi e, invece, abbiamo vinto la
Coppa. Alle critiche siamo abituati, non è una novità
soprattutto per i giocatori con più esperienza come me. Veniamo
fuori alla grande tra le critiche, una capacità che è nel dna
dell'italiano e tutto quello che si dice adesso ci dà più
carica, più morale e ci unisce ancor di più. I campioni del
mondo siamo ancora noi e questo trofeo vogliamo tenercelo
stretto, il nostro obiettivo è arrivare fino in fondo, giocare
la finale, quel che succede intorno a noi non è un problema”.
Il primo a trasmettere la carica al gruppo è Lippi: “Il mister
in queste competizioni è sempre così – continua Zambrotta -
vuole trasmetterci la giusta tensione, quello che ha dentro e
ciò che vuole da noi, lo conosciamo bene e sappiamo che è il suo
modo di lavorare. Ci ha sempre chiesto di essere solidi, non
solo in difesa, ma come squadra. Ci vuole compatti, uniti,
corti, vuole questo da noi ed è su questo che sta cercando di
farci migliorare”.
Fra quattro giorni il debutto, il Paraguay aspetta i campioni
del mondo in una gara che potrebbe già essere la partita chiave
del girone.”L'esordio è sempre particolarmente importante; come
in tutte le gare di un Mondiale, prima di scendere in campo c'è
un po' di tremarella, ma nel senso che c’è la giusta tensione
per prepararsi al meglio. La maggior parte di noi è abituato a
questo tipo di gare e non credo che ci sia il problema di
caricare troppo la partita con il Paraguay. Vogliamo arrivare
primi nel girone e un buon avvio sarebbe l'ideale. Il Paraguay è
un'ottima squadra, con tanti giocatori di qualità. In questi
giorni li studieremo bene, non l'abbiamo ancora fatto, ma
sappiamo che è una squadra difficile da affrontare”.
Un anno fa l’esperienza non proprio felice nella Confederations
Cup: “Rispetto ad allora – assicura Zambrotta - ci siamo
preparati molto meglio, siamo stati più di 10 giorni al
Sestriere per abituarci all’alta quota. Il Sudafrica è un grande
paese, ormai conosciamo bene il posto, ci alleniamo in un
bellissimo centro e stiamo in uno splendido albergo, ci sono
tutte le migliori condizioni per lavorare al meglio”.
La pensa come il compagno Riccardo Montolivo, la cui storia
all’interno del clan azzurro è ancora all’inizio: “Nel 2006
tifavo Italia – ricorda il giocatore - ora sono qui, pronto a
vivere una bellissima esperienza. Mi sudano le mani, non vedo
l’ora di iniziare”.
Anche per lui le critiche non costituiscono un problema: “Lo
scetticismo che ci circonda ci sta dando una carica ulteriore,
vuol dire che avremo un motivo in più per stupire”.
Tra l'altro proprio oggi, dopo le polemiche dei giorni scorsi
innescate da una frase del ministro Calderoli, è stato
ufficializzato che parte dei premi di Sudafrica 2010 saranno
destinati per festeggiare i 150 anni dell'Unita' d'Italia. "La
fondazione per le celebrazioni dell'Unita' ha problemi di budget
- hanno dichiarato Buffon e Cannavaro - e allora noi che siamo
un simbolo che unisce il paese intero abbiamo deciso: se andiamo
a premio, ciascuno di noi contribuira' con una parte della
somma, piccola o grande che sia, per dare risalto al valore
dell'Italia unita''.
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