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UN MONDO, UN SOGNO
"One world, one dream" è lo slogan che si lega ai Giochi
Olimpici di Pechino, un messaggio di speranza per il futuro che
dalla Cina si vuole lanciare al mondo. "Un mondo, un sogno"
incarna l’essenza dell’ideale olimpico unendo l’amicizia, il
progresso, la partecipazione ed il sogno che questo spirito
superi le barriere e viaggi per il mondo. Un motto che si rifà
anche al tradizionale simbolo olimpico dei cinque cerchi
intersecati tra loro che simboleggia la fratellanza (spesso solo
auspicata) tra i cinque continenti. E’ stata scelta questa frase
da legare ai Giochi perché secondo l’organizzazione lancia un
messaggio che si lega perfettamente ai tre concetti che Pechino
2008 vuol trasmettere: Giochi verdi, Giochi scientifici, Giochi
a carattere umano oltre alla volontà del popolo cinese di essere
protagonista di uno sviluppo più armonioso ed equo.
Ma molti altri sono i simboli che i cinesi hanno scelto per i
loro Giochi, dal manifesto "Pechino danzante", gli emblemi
minori, le mascotte, le medaglie, la torcia, tutto nutrito dai
più nobili ideali e pronto per finire riprodotto all’infinito su
una quantità di prodotti di merchandising. Si sa, tutto ha un
prezzo e allora anche "un mondo, un sogno" deve adeguarsi.
Il
simbolo che più sarà ricorrente durante i Giochi è senz’altro
l’emblema ufficiale, il "Dancing Beijing", Pechino Danzante. E’
l’ideogramma della parola jing (capitale), disegnato in modo da
risultare come una figura umana stilizzata, bianca su uno sfondo
interamente rosso che esprime movimento e vitalità, un essere
danzante appunto. Il simbolo è stato scelto per dare l’idea di
Olimpiadi nuove, moderne, dinamiche, rifacendosi anche
all’antico motto dei Giochi "altius, citius, fortius" (più in
alto, più velocemente, più forte) coniato dal barone De
Coubertin agli albori del movimento olimpico. Altra
caratteristica saliente dell’immagine sono le braccia aperte che
simboleggiano il benvenuto del popolo cinese agli atleti, gli
spettatori e a tutto il mondo che materialmente o virtualmente
sarà a Pechino. C’è anche una curiosità su Dancing Beijing: è la
prima volta che un simbolo ufficiale delle Olimpiadi ha il rosso
come colore principale, e del resto il rosso è un colore
dominante nella simbologia cinese che lo associa alla fortuna.
Le
mascotte sono ben cinque, le Fuwa, bambole della fortuna. Sono
rappresentate ciascuna con un colore dei cinque cerchi olimpici.
Le Fuwa simboleggiano ciascuna un animale tra i più popolari in
Cina: Beibei il pesce, Jingjing il panda, Huanhuan il fuoco (che
rappresenta anche la fiamma olimpica), Yingying l'antilope
tibetana e Nini la rondine. Queste parole accostate una dietro
l'altra compongono la frase Bei Jing Huan Ying Ni ovvero
"Benvenuti a Pechino"! Le decorazioni sulle teste ricordano invece i cinque
elementi della natura, il cielo, l’acqua, la terra, il legno, il
fuoco. Le mascotte veicoleranno anche una tradizione della
cultura cinese, quella di trasmettere degli auguri per mezzo di
segni e simboli. Ogni Fuwa simboleggia un augurio differente,
prosperità, felicità, fortuna, passione e salute, da portare in
giro per il mondo come invito per i Giochi e come messaggio di
pace ed amicizia nel solco dello spirito olimpico.
Grande
successo hanno raccolto le medaglie olimpiche, davvero
particolari ed affascinanti. Esse da un lato raffigurano un
motivo richiesto dal Comitato Olimpico Internazionale, la dea
Nike e lo stadio Panathinaikos, quello dei primi Giochi dell’era
moderna ad Atene. Dall’altro lato si scopre un autentico
gioiello, un drago intarsiato in un inserto di giada. E’ un
progetto che l’organizzazione dei Giochi ha scelto tra ben 179
arrivati sulle scrivanie di Pechino e che vedrà per la prima
volta nella storia una pietra usata per le medaglie olimpiche.
L’unione tra metallo e giada è un altro dei messaggi di
fratellanza lanciati dai cinesi, che vedono in questa unione
l’avvicinamento tra cultura orientale e occidentale. Immancabile
è un tocco di rosso, con il nastro che andrà al collo dei
medaglisti che sarà proprio di questo colore.
Infine
la torcia: anche qui rosso dominante nel cilindro in alluminio
(72 centimetri per 985 grammi), leggermente incurvato, che
porterà il Fuoco sacro di Olimpia in giro per il mondo. Un giro
che Pechino propone nel segno della concordia e della
fratellanza.
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