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Canova, Hayez, Cicognara: l'ultima gloria di Venezia

E' stata presentata oggi alla stampa la mostra che celebra i protagonisti - Leopoldo Cicognara, Antonio Canova, Francesco Hayez - di quella stagione di rilancio culturale che vide la nascita, duecento anni fa, delle Gallerie dell'Accademia di Venezia: un museo che ha come obiettivo quello di conservare e valorizzare la grandezza della tradizione artistica veneta ed italiana.

E' stata presentata oggi alla stampa la mostra che celebra i protagonisti - Leopoldo Cicognara, Antonio Canova, Francesco Hayez - di quella stagione di rilancio culturale che vide la nascita, duecento anni fa, delle Gallerie dell'Accademia di Venezia: un museo che ha come obiettivo quello di conservare e valorizzare la grandezza della tradizione artistica veneta ed italiana.

Sono intervenuti alla conferenza l'Assessore al territorio, cultura e sicurezza della Regione del Veneto  Cristiano Corazzari; la direttrice delle Gallerie dell'Accademia di Venezia, Paola Marini; i curatori della mostra Fernando Mazzocca e Roberto De Feo, e Cesare de Michelis, Presidente di Venezia Accademia.

La mostra, che sarà aperta sino al 2 aprile 2018, è curata da Fernando Mazzocca, Paola Marini e Roberto De Feo. Nel percorso, organizzato in dieci sezioni e con oltre 130 opere, spicca la riunione e il ritorno a Venezia, dopo duecento anni, della serie di manufatti noti come l'"Omaggio delle Provincie Venete", inviati nel 1818 alla corte di Vienna per il quarto matrimonio dell'imperatore Francesco I.

Tra le opere è esposta la Musa Polimnia di Canova, la cui vicenda viene oggi raccontata per la prima volta: nel 1898 dopo la morte dell'imperatrice Elisabetta d'Austria, la scultura passa nella collezione della nipote, l'Arciduchessa Elisabetta Maria d'Austria figlia di Rodolfo d'Asburgo -

Lorena. La Musa Polimnia viene venduta per una cifra altissima nel 1943, dopo 2 anni di trattative, ad Adolf Hitler per il suo Führermuseum di Linz. Fu ritrovata dagli Americani (i famosi Monuments Men) nel 1945 in un castello e portata a Monaco, in Germania.

Solo nel 1958 la Musa rientrò in Austria, grazie al testamento dell'Arciduchessa che la lasciò in eredità  allo Stato austriaco, e nel 1964 finalmente fece ritorno  a Hofburg nelle stesse sale che l'avevano ospitata sino al 1929.

 
Immagini: da sinistra a destra in alto

(c) Venezia da Vivere, prima immagine

(c) Stefano Bonomelli


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