REPORTAGE

Al ''Carducci'' meeting dei giovani a 50 anni … dagli esami di ''maturita''

Presentato “Mr. President” il libro di Fernando Masullo, gia’ corrispondente dagli usa per la rai e formatosi nelle aule del liceo. A rendere gli onori di ospitalita’, la preside Assunta Compagnone e una delegazione delle nuove generazioni. Consegnata la pergamena-ricordo in lingua latina, scritta da Enrico Stago.

Nostalgia, ma circoscritta e neanche canaglia nell’intreccio degli sterili rimpianti . E un bel po’ di ricordi rinverditi e rinnovati estratti per l’occasione dallo scrigno della memoria dei tempi andati.

Si sono così ritrovati nell’Auditorium del Liceo classico “Giosuè Carducci” nell’attuale e confortevole struttura di via Seminario - inaugurata nel 1972- i giovani che s’inerpicarono per quella complessa scalata punteggiata dagli ardui ostacoli qual era il fatidico “Esame di Maturità” ancorato al rigoroso impianto selettivo della legislazione scolastica del 1923, ispirata dalle concezioni di Giovanni Gentile, tra i maggiori teorici del neo-idealismo e del pensiero filosofico europeo del ‘900. Un modello di “Esame” restato inalterato nella sostanza per decenni e in vigore fino al 1968, per essere soppiantato da quello della Riforma d’impostazione liberal-democratica, elaborata dall’allora Ministro della Pubblica Istruzione, l’ on.le Fiorentino Sullo. Una formula d’esame che doveva essere di durata triennale, per immettere nella corsia appropriata la Riforma nella sua interezza,incluso l’assetto delle Università e della Ricerca scientifica. La provvisorietà programmata fu elusa … con tutti gli effetti conseguenti, rendendo l’esame super-facile, con il succedersi di varie altre Riforme, quasi un inutile orpello, anche se possono ritenersi positive le correzioni e integrazioni introdotte negli ultimi tempi, specie sul versante delle prove scritte e per le valutazioni di merito finali, il cui punteggio si costruisce con i parametri di profitto acquisiti nel triennio.

Era- quello di cui si parla- l’ ”Esame di Maturità” per tutte le discipline curriculari, in doppia sessione estiva e “autunnale” e con rimandi agli interi programmi di prima e seconda liceale, tenendo presente che senza il superamento delle prove scritte d’Italiano, Latino e Greco, non si era ammessi alle prove orali. Era appena mezzo secolo fa, quando cominciavano a farsi avvertire le prime avvisaglie del benessere consumistico. Le ritualità dell’ ”Esame” dei giovani di …50 anni fa, si svolsero nell’”antica” sede del Liceo, il cosiddetto “Palazzo-Angelillo”, che, di fatto, non era altro che un comprensorio di spazi e ambienti di edilizia rurale che s’affacciava su via Cimitile, successivamente demolito, per cedere il passo ad un moderno e funzionale edificio.

E, per capire i tempi, mette conto non solo conoscere la tipologia del comprensorio, ma anche e soprattutto il suo indice di sicurezza … abitativa, considerando che le aule di piano-terra disponevano di una pavimentazione in tavolato ligneo, con assi lunghi, spesso malfermi e traballanti, una specie di “ tavolee ponte” simili a quelle che - fino a qualche decennio fa- si sono utilizzate, per realizzare i ponteggi delle costruzioni edili. D’impianti di riscaldamento, non si parlava affatto. Anzi neppure veniva fatto di immaginarli. D’altra parte, il comprensorio ospitava quindici classi, ripartite nei corsi di ginnasio-liceo per le sezioni A e B, esclusivamente maschili, mentre le cinque classi della sezione C erano esclusivamente femminili.

Con un background del genere, i giovani liceali … di 50 anni fa, hanno superato tanti e ben altri e impegnativi esami di vita civile e famigliare, nel lavoro e nelle attività professionali, rispetto ai quali l’ Esame .… da incubo vissuto nell’Ex- Palazzo-Angelillo é poco o nulla cosa. E al loro Meeting ha reso onore la preside, professoressa Assunta Compagnone, con una delegazione di studenti che frequentano oggi il Liceo, nel segno di quei legami intergenerazionali, che sono linfa ed anima per la vita sociale del territorio; legami che fanno da intersezione tra il passato e il futuro della sempre più pervasiva tecnologia informatica e della digitalizzazione.

A conferire una bella e interessante impronta di qualità all’evento, la presentazione di “Mr. President”, scritto da Fernando Masullo e illustrato con rara e pregevole efficacia da Andrea Bozzo, edito da CasaSirio Extra con eccellente veste grafica e raffinata impaginazione. E Fernando Masullo, nato nella città bruniana e formatosi proprio nel “Carducci” quel mezzo secolo fa “celebrato” per l’occasione, è stato per anni la voce della Rai, in qualità di corrispondente dagli Stati Uniti d’America; voce di cronista lineare ed argomentato nella puntualità del racconto delle notizie. E nel suo curriculum professionale spiccano la vice-direzione del Giornale Radio e di Raitre, l’input ispiratore di programmi come Ballarò e Hotel Patria. “Mr. President”, con prefazione di Mario Calabresi, direttore de la Repubblica, è il racconto per “Medaglioni” della vita di tutti i Presidenti che si sono susseguiti nella guida degli States, un affresco che va da George Washington a Donald Trump. Una successione di squarci e profili, contestualizzati con stilizzati schemi di date che rappresentano particolari e avvenimenti di storia americana e internazionale.

Si delinea e configura il privato di tanti illustri e importanti personaggi, che, da protagonisti diretti della democrazia liberale e federalista con matrice presidenziale degli States, hanno assolto- ed assolvono- ruoli decisivi nella geopolitica mondiale. E’ un privato letto e ri-visitato con “l’occhio della serratura” sul filo di una ricca e corposa gamma di aneddoti e curiosità, che rendono gli Inquilini eccellenti della “Casa bianca, gradevolmente umani anche e soprattutto per i loro tic e..debolezze, che Fernando Masullo descrive con tocco di cronista agile per immediatezza descrittiva e che ama “essere sui fatti”,senza dare giudizi aprioristici e moraleggianti che spesso scadono nel moralismo fanatizzante. Un libro che si legge in piacevole scorrevolezza. Ed è la fluidità che si ritrova nella pergamena-ricordo del Meeting, scritta in lingua latina dal professore Enrico Stago, tra igiovani di mezzo secolo fa; pergamena consegnata ai partecipanti al Meeting, promosso ed organizzato con cura dall’Associazione degli ex-alunni del “Carducci”, presieduta da Gaetano Manfredi, Rettore della Federico II.

E poi Gran finale nella rinomata Tenuta agricola “Donna Clementina”, a Casamarciano, per vivere una sontuosa serata conviviale.


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