Storia

15 novembre 1921 - Primo volo del dirigibile Roma

Il Roma era un dirigibile semirigido di fabbricazione italiana in dotazione al servizio aereo dell'esercito degli Stati Uniti d'America. Il primo volo negli Usa avvenne il 15 novembre 1921, dalla base di Langley in Virginia. Dopo altri voli di prova, le prestazioni ottenute con i 6 motori Ansaldo vennero ritenute insoddisfacenti. Fu pensato quindi di sostituire i motori originali con i più potenti motori Liberty. Come ulteriore motivazione fu addotta una certa inaffidabilità nei motori Ansaldo. Il progetto fu sviluppato da Umberto Nobile con la collaborazione di Uselli, Pissone e Gaetano Arturo Crocco, ingegnere del genio e pioniere dei dirigibili italiano. Il Roma, nel 1921, venne acquistato per 165.000 $ dall'esercito degli Stati Uniti.

Con il Roma, Nobile introdusse diverse innovazioni per migliorare le prestazioni dei dirigibili semirigidi italiani. Infatti le aeronavi usate nella prima guerra mondiale, dalla Regia Marina per la ricognizione e dall'esercito per il bombardamento, avevano mostrato caratteristiche inferiori a quelle degli zeppelin tedeschi sia come velocità, che come quota operativa (i semirigidi italiani arrivano a 4.000m, mentre gli zeppelin potevano operare a 5.000m, rendendoli bersagli più difficili). Principalmente le innovazioni consistevano in modifiche ai timoni, che assunsero l'aspetto cruciforme tipico degli zeppelin e nella travatura reticolare di chiglia. Il telaio reticolare fu esteso lungo tutta la struttura del dirigibile in modo da potervi fissare direttamente i motori. Il numero di motori fu portato a sei, montati a coppie lungo la chiglia. La prima coppia era antistante alla cabina di comando.

La designazione ufficiale era 18-M (i dirigibili militari italiani erano caratterizzati dalle lettere M e P). Successivamente fu indicato come T-34 poiché la capacità di sollevamento dell'aeronave era all'incirca di 34 tonnellate. Prima di essere disassemblato per essere trasferito via nave negli Stati Uniti, il dirigibile compì diversi voli di prova, principalmente nei dintorni di Roma. In uno di questi voli fu ospite a bordo l'allora ambasciatore statunitense Robert Johnson Underwood; in questa occasione il Roma arrivò a sorvolare Napoli e l'isola di Capri. Il primo volo con la nuova configurazione motoristica avvenne il 21 febbraio 1922, sempre dalla base di Langley. A bordo vi erano 45 persone, compresi alcuni tecnici civili. Durante il volo fu raggiunta la velocità di circa 90 km/h, ma alle 14:19 il muso dell'aeronave collassò. Il danno portò alla perdita del timone di quota, rendendo il Roma ingovernabile e incapace di riprendere quota. In prossimità della base di Norfolk, ormai prossima al suolo, l'aeronave urtò una linea dell'alta tensione. Al contatto con i cavi l'idrogeno prese fuoco causando una subitanea esplosione. Vi furono solo 11 sopravvissuti, gravemente feriti dal fuoco. La causa poteva essere riconducibile alla installazione dei nuovi motori, ma l'inchiesta seguita all'evento non accertò cause specifiche. 



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