Storia

8 dicembre 1816 - Rinasce il Regno delle due Sicilie

regno due sicilie

L'8 dicembre del 1816 l'Atto di Unione portò alla rinascita del Regno delle Due Sicilie. Stato sovrano dell'Europa meridionale, venne istituito dal re Ferdinando di Borbone, allorché, dopo il Congresso di Vienna e il trattato di Casalanza, soppresse il Regno di Napoli e il Regno di Sicilia e la relativa costituzione che li teneva separati.

Al momento dell'istituzione del Regno delle Due Sicilie, la capitale fu fissata in Palermo, ma l'anno successivo, fu spostata a Napoli; Palermo, però, almeno formalmente, continuò a mantenere dignità di capitale, essendo considerata, appunto, "città capitale" dell'isola di Sicilia. Il Regno comprendeva Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sicilia, oltre a gran parte del Lazio meridionale (distretti di Sora e Gaeta) e all'area orientale dell'attuale provincia di Rieti (distretto di Cittaducale). Al Reame, inoltre, apparteneva, incluso amministrativamente nella provincia di Capitanata, l'arcipelago di Pelagosa, oggi parte della Croazia. Le città di Benevento (oggi in Campania) e Pontecorvo (oggi nel Lazio) erano, invece, delle enclave pontificie. La principale suddivisione del Regno, sebbene non avesse carattere amministrativo, era tra la sua parte continentale, i Reali Dominii al di qua del Faro e la Sicilia. Dal punto di vista amministrativo, invece, il Regno era suddiviso in 22 province, di cui 15 nella Sicilia citeriore (ex Regno di Napoli) e 7 nella Sicilia ulteriore (ex Regno di Sicilia), a loro volta suddivise in distretti (unità amministrative di secondo livello) e circondari (unità amministrative di terzo livello).

L'uso dei termini Regno di Sicilia al di là del faro (o ulteriore) e Regno di Sicilia al di qua del faro (o citeriore), in riferimento al faro di Messina e quindi all'omonimo stretto, ebbe origine quando, incoronato Carlo I d'Angiò da Papa Clemente IV rex Siciliae, la corte di Catania e Palermo rivendicò per sé il titolo appoggiando le istanze di Pietro III di Aragona, dando così inizio alla guerra dei Vespri. La pace di Caltabellotta, nel 1302, sancì la fine della guerra e diede questa separazione (secondo gli accordi, alla morte del re aragonese Federico d'Aragona, l'isola sarebbe dovuta tornare agli Angioini, cosa che in realtà non avvenne). La prima menzione ufficiale del toponimo "Due Sicilie" si ebbe invece quando Alfonso V d'Aragona unificò formalmente il Regno di Sicilia e il Regno di Napoli sotto la corona di Rex Utriusque Siciliae.

Dopo la breve parentesi aragonese, i due regni tornarono a essere del tutto indipendenti, uno con capitale Napoli, l'altro con capitale Palermo. Dopo il congresso di Vienna e il trattato di Casalanza, il sovrano che prima d'allora assumeva in sé la corona napoletana (al di qua del Faro), come Ferdinando IV, e quella siciliana (al di là del Faro), come Ferdinando III, riunì in un'unica entità statuale i territori delle Due Sicilie, attraverso la legge fondamentale del Regno delle Due Sicilie dell'8 dicembre 1816, a quasi 400 anni dalla prima proclamazione del Regno delle Due Sicilie da parte di Alfonso il Magnanimo. 


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