Storia

28 dicembre 1908 - Il terremoto di Messina e Reggio

terremoto di messina

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il terremoto di Messina, citato anche come terremoto di Messina e Reggio del 1908 o terremoto calabro-siculo del 1908, è considerato uno degli eventi più catastrofici del XX secolo. Si registrò alle 05:21 del 28 dicembre 1908 e in 37 lunghissimi secondi danneggiò gravemente le città di Messina e Reggio.

Si tratta della più grave sciagura naturale in Europa per numero di vittime, a memoria d'uomo. La notte, i sismografi registrarono il verificarsi di un terremoto di grande magnitudo. Il sisma è inquadrabile settorialmente in Italia. Nessuna più precisa informazione al riguardo è tuttavia disponibile, rimangono solo le tracce marcate dai pennini sui tabulati degli osservatori sismici, che gli studiosi cominciarono velocemente ad analizzare e interpretare. I telegrafi infatti cominciarono a ticchettare, i tecnici rimasero allora in attesa di ottenere e scambiare notizie. I sismografi misero in evidenza solo la grande intensità delle scosse senza consentire però agli specialisti di individuare con certezza la specifica localizzazione e solo di immaginare, ovviamente, i possibili danni provocati da un sisma di quella intensità. A Reggio andarono distrutti diversi edifici pubblici. Caserme e ospedali subirono gravi danni, 600 le vittime del 22º fanteria dislocate nella caserma Mezzacapo, all'ospedale civile, su 230 malati ricoverati se ne salvarono solo 29.  

A Messina, maggiormente sinistrata, rimasero sotto le macerie ricchi e poveri, autorità civili e militari. Nella nuvola di polvere che oscurò il cielo, sotto una pioggia torrenziale e al buio, i sopravvissuti inebetiti dalla sventura e semivestiti non riuscirono a rendersi conto immediatamente dell’accaduto. Alcuni si diressero verso il mare, altri rimasero nei pressi delle loro abitazioni nel generoso tentativo di portare soccorso a familiari e amici. Qui furono colti dalle esplosioni e dagli incendi provocati dal gas che si sprigionò dalle tubature interrotte. Tra voragini e montagne di macerie gli incendi si estesero, andarono in fiamme case, edifici e palazzi nella zona di via Cavour, via Cardines, via della Riviera, corso dei Mille, via Monastero Sant'Agostino. Ai danni provocati dalle scosse sismiche e a quelli degli incendi si aggiunsero quelli causati dal maremoto, di impressionante violenza, che si riversò sulle zone costiere di tutto lo Stretto di Messina con ondate devastanti stimate, a seconda delle località della costa orientale della Sicilia, da 6 m a 12 m di altezza (13 metri a Pellaro, frazione di Reggio). 

 

 


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