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Tunisia, un paese in continua rivoluzione

La Tunisia è movimento, rivoluzione, specialmente ora. Le sue bellezze naturali, il suo mare, il suo sole, le sue ceramiche colorate, i suoi profumi di gelsomino e salsedine e i suoi sapori di pesce e carni speziate accompagnano i visitatori come una carezza. Ma basta avere una sensibilità anche rudimentale per capire che dietro quella patina di paradiso estivo si nasconde un Paese inquieto, affamato di libertà e progresso. Colonia francese a economia fondamentalmente rurale fino al 1956, la Tunisia è bella da visitare soprattutto in inverno, quando non si può andare al mare ma si scoprono le città, l'entroterra, addentrandosi in una cultura forte e orgogliosa, generosa e piena di sorprese, che grazie alla rivoluzione viene finalmente allo scoperto in tutte le sue potenzialità, mostrando pregi e difetti.

Per capire a fondo questa nazione il viaggio deve cominciare da Tunisi, città teatro della rivoluzione araba che l'anno scorso ha rovesciato il governo di Zine al-Abidine Ben Ali, l'uomo che nel 1987 è succeduto ad Habib Bourguiba, che aveva governato il Paese per le tre decadi precedenti imponendo una linea fondamentalista anti-islamica e introducendo importanti innovazioni sotto il profilo dei diritti delle donne e dell'istruzione. Ben Ali ha continuato a seguire la politica laica del suo predecessore, favorendo anche la libertà di stampa, ma a livello economico, dicono i tunisini, ha ridotto il Paese alla fame e governato senza ascoltare il popolo.

Tunisi punta oggi al ruolo di moderna capitale araba, forte di un passato che ha visto succedersi di tutto, cultura romana, araba, turco-ottomana e francese, in una continua alternanza di splendore e miseria. Da non perdere una visita all'antica Medina, la città vecchia, con il mercato tradizionale che si sviluppa lungo un labirinto di viottoli e stradine, e Palais Kheireddine, detto anche Le Musée de la Ville de Tunis, importante per capire la cultura e l'artigianato locale. Nella Medina potrete mangiare l'autentico couscous locale e fermarvi a trattare con i commercianti, che cercheranno di vendervi i loro prodotti al prezzo più alto solo per il piacere di costringervi a rilanciare fino a raggiungere quello più basso.

Visitata la parte vecchia, spostatevi verso la periferia occidentale e andate al Museo Nazionale del Bardo, che contiene la più ricca collezione di mosaici romani del mondo, tutti in perfetto stato di conservazione. Situato nella fastosa residenza del Bey del XIX secolo, circondata da un meraviglioso giardino di essenze locali, questo incredibile museo si sviluppa su tre piani, in un contesto molto ben illuminato che esalta le opere esposte. All'entrata venditori ambulanti proveranno a vendervi collane, cartoline e monili d'argento: trattare con loro fa parte del gioco, così come fare due carezze al gatto del museo, che si avvicina fiducioso a tutti i turisti in cerca di fusa.

 

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