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A Palermo per un weekend veloce

cattedrale

I vicoli della città pullulano di giovani che "fanno schiticchio" (divertimento). Il venerdì notte a Palermo la movida è assicurata per le strade del centro città e nei locali, dove si discute, si bevono cocktail al fresco e si tira tardi fino alle prime luci del mattino. Lo chiamano street food e forse è nato proprio in Sicilia questo modo di mangiare con le mani, al volo, gustando le ricette tradizionali: provate il Pani ca meusa, il panino o la focaccia con la milza della storica focacceria San Francesco. 

L’itinerario del sabato può partire dal crocevia barocco per eccellenza, i Quattro Canti di piazza Vigliena, cuore trafficato del centro storico, che incrocia corso Vittorio Emanuele con via Maqueda: le quattro fontane che adornano i quattro palazzi rappresentano i fiumi che anticamente attraversavano la città. Non lontano, percorrendo corso Vittorio Emanuele, che i palermitani chiamano Cassàro, c’è il tempio della cristianità cittadina, la Cattedrale, che risale al periodo Normanno è arricchita di marmi policromi e decorata all’esterno con motivi che ricordano i palazzi arabi. Di fronte è il caso di una sosta “dolce” al bar Marocco, dove il caffè si gusta accompagnato dall’inimitabile cannolo alla ricotta. 

Per smaltire non c’è niente di meglio di una passeggiata nella vicina piazza Pretoria, fiore all’occhiello del centro storico, su cui sorgono il palazzo Senatorio, la chiesa di Santa Caterina e quella di San Giuseppe dei Teatini. La vera protagonista resta però la cinquecentesca fontana Pretoria, considerata una delle più belle d’Italia, è un capolavoro scenografico, soprannominata dai palermitani la “fontana della vergogna”, perché al tempo la nudità delle sue statue era considerata un po’ troppo osé. 

In Sicilia il tempo scorre lento. L’ora del pranzo può cominciare dopo le 13 e dilatarsi lentamente ricordando storie e leggende, e gustando i piatti tradizionali come i classici anelletti di pasta palermitani all’osteria dei Vespri, ristorante storico della città in piazza Croce dei Vespri. 

176 dipinti e 38 sculture sono il tesoro della Gam di Palermo, la Galleria d'arte moderna, che si sviluppa nei tre piani del complesso monumentale di Sant’Anna. Bello il secondo piano, dedicato al Novecento italiano, con un particolare focus sulla Sicilia e le opere dei celebri Renato Guttuso o Emilio Greco. 

Terminata la visita si può restare a cena al GourmArt, il nuovo ristorante della Gam, che consiglia la filosofia del "buono da vedere/bello da mangiare". E dopo la cena al teatro. 

Forse non tutti sanno che il teatro Massimo Vittorio Emanuele di Palermo è il più grande teatro lirico d’Italia e uno dei più grandi d’Europa: prenotate allora uno dei suoi 1400 posti per ascoltare un’opera o assistere a uno dei balletti della stagione. Gli appassionati di teatro non possono mancare una visita (meglio se uno spettacolo) al teatro Politeama, sulla piazza Ruggero Settimo. In stile neoclassico, ha una forma semicircolare a due ordini di colonnati, uno ionico e uno dorico. La facciata ha caratteristiche simili agli archi di Trionfo napoleonici ed è riccamente decorata con cavalli rampanti, che rappresentano la Quadriga di Apollo e i quattro cavalli di Benedetto Civiletti.

 

 

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