A Marigliano l'arte di Ferrigno, Izzo e Rossi

Il Trittico di artisti Ferrigno-Izzo-Rossi espone al Centro Polivalente di Marigliano dal 19 ottobre Comunicato stampa


Sarà inaugurata venerdì 19 ottobre alle ore 19 presso il Centro Polivalente ex Chalet di Marigliano, in Piazza Roma, la mostra “Trittico Astrazione differente” degli artisti Eduardo Ferrigno, Antonio Izzo e Gianni Rossi, con testo critico di Antonella Nigro, organizzata dall’associazione “L’arte continua”. La mostra potrà essere visitata fino al 31 ottobre tutti i giorni dalle ore 9 alle 13 e dalle 16 alle 19.  

Duplicità d’Equilibri Sintesi e geometrie nell’arte di Gianni Rossi

“Un’astrazione reale”, quella di Gianni Rossi, che ricava le sue magnifiche geometrie, prima dall’assemblaggio di tele di formati diversi, poi dall’attenta osservazione ed elaborazione di questo primo, fondamentale studio. Un’indagine che prende le mosse da una felice e colta reinterpretazione contemporanea della tecnica musiva, che vuole procedere su un doppio binario della percezione, mostrando da un lato la parte costruttiva dei telai e dei supporti, in un’indagine tesa alla concretezza; dall’altro evidenziando il lavoro sul e con il colore. Quest’ultimo aspetto, è particolarmente caro all’artista, che predilige agire su una duplice cromia, ove la stesura della seconda non nasconda la prima, in un continuo rincorrersi di rilievi ed equilibri. La visione diviene, così, dinamica e si apre a nuove, inaspettate dimensioni che abbracciano i toni caldi di una meravigliosa mediterraneità della quale, Gianni Rossi, è profondo, incisivo e convinto interprete. L’equilibrio formale della razionalità visiva, elegante e rigoroso, danza, così, con la bellezza di cromie vive e palpitanti, in un rimando continuo di lirismo ed emozioni.

Narrazioni essenziali Segno e dinamismi nell’opera di Antonio Izzo

Antonio Izzo, versatile e polimaterico, acuto interprete del segno quale espressione slegata dalla logica ma carica di liricità e fantasia, propone una ricerca incentrata sull’efficacia e sull’incisività del gesto. Ispirazione è il vissuto, la memoria, la strada, i muri, le forme organiche trasformate e sublimate da un’osservazione profonda e partecipata. L’artista si oppone ad una pittura statica e realistica e si concentra sulla definizione coloristica di energia, di vitalità. Anche il supporto scelto deve avere un trascoso, raccontare una storia, esso diventa, in primis, la narrazione di un’esperienza, dapprima personale poi collettiva. Quest’ultimo aspetto prende tutta la sua forza da un modus operandi autentico e imprescindibile: l’origine è sempre l‘elaborazione e la costruzione di un collage che diviene fulcro e cuore della composizione realizzata su tele, anche datate, su e intorno al quale avviene la riflessione, lo studio e lo sviluppo dell’intera opera. Le suggestioni del graffitismo, risultano, poi, interessanti e indispensabili, poiché con esse l’arte diviene interpretazione illustrata della realtà esterna che, prescindendo da riferimenti retinici espliciti, propone forme essenziali scaturite direttamente dal patrimonio della cultura comune, umana.

Aurei abissi Stile e percezione nell’arte di Eduardo Ferrigno

Raffinato ed essenziale, Eduardo Ferrigno propone un’elegante ricerca nella quale geometrie d’ascesi e rigorose forme volte all’abisso, si rincorrono, si sposano, a volte si contrappongono con forza. L’armonia della visione, ove vette e profondità divengono protagoniste, è tratto caratteristico dell’artista che fa emergere, da tonalità di grigi e neri, la brillantezza di forme auree e vermiglie cariche di bellezza. Studi sofisticati della percezione prendono vita sui supporti scelti, impreziositi dall’attenzione rivolta ai materiali: metalli e sabbie, sapientemente disposti e precedentemente lavorati, creano tattili sospensioni e materiche attese e allo stesso tempo rimandano ad un passato tangibile, quello della storia che appartiene potentemente all’artista: i percorsi e i paesaggi di Pompei, Ercolano, Oplonti. Rari inserti madreperlacei rinviano a ritrovamenti archeologici, come preziose gocce di memoria, che compaiono inattese e lucenti, tra i precisi equilibri formali e i curati bilanciamenti cromatici. La foglia oro, spesso, abbraccia la delicata e leggera antigravità di elementi simili a rose dischiuse, a nuclei in germoglio, a piccole sorgenti: inconscio individuale manifesto in nuce che anela “aprirsi” all’osservatore e narrare sensazioni personali, emozioni di vita, suggestioni del cuore.

Antonella Nigro

Critico d’Arte

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