Dialogo opinato tra un ragazzo del'antica Roma e quello avellano d'oggi sull'alimentazione.

di Nicola Montanile

L'anfiteatro romano avellano venne portato alla luce nel 1976 e gli operai e il direttore dei lavori da poco hanno smesso di lavorare, per tornarsene a casa, per cui ragazzi, approfittandone, nell’arena, giocano al calcio, in un freddo pomeriggio autunnale. Terminata la partita, i contendenti si mettono a discutere.

AVELLANO: Certo gli anfiteatri danno l’idea degli Stadi di calcio; però con una differenza: i calciatori si divertono e guadagnano, mentre i gladiatori combattevano e morivano.

NARRATRICE

Parlando, incomincia a calare la sera. La maggior parte vanno a casa. Rimangono solo alcuni.

AVELLANO: (Guardando l’anfiteatro) Diceva uno storico, a proposito di questo rudere, "…nè troverai più i gladiatori…non vedrai più la Porta sempre Sanavivaria o Porta dei vivi, nè la Libitinense o Porta dei morti…nè le streghe e i maghi che a mezzanotte, correvano a recidere le mani, a tagliare le bocche, o i nasi, o le falange delle dita, e i capelli dei cadaveri, cose tutte che servivano poi a comporre filtri, dei quali si giovavano, per far credere tutto ciò che volevano...”

2°AVELLANO (Interropendolo impaurito) Finiscila con queste sciocchezze. Andiamo via, incomincio ad avere paura.

NARRATRICE

Improvvisamente la paura prende entrambi quando notano un figura di una persona della loro stessa età dirigersi nella loro direzione.

ROMANO: Ave, Pueri!

AVELLANI: (Entrambi impauriti) E tu chi sei? Non ti abbiamo mai visto! Sicuramente non sei di Avella.

ROMANO: Lo fui! Anzi, dovrei dire “Lo sono stato”. Ogni giorno, al calar del sole,mi diletto a passeggiare per le vestigie romane.

AVELLANI: Comunque, piacere di averti conosciuto. Ma adesso, dobbiamo ritornare a casa per la cena.

ROMANO: A quest’ora? Non è un orario un po insolito?

AVELLANO: Ceniamo, solitamente, di sera ed anche in modo leggero per non fare cattivi sogni.

ROMANO: Sappiate che, per noi, l’alimentazione fa parte degli stessi sogni, che possiamo fare durante la notte.

ROMANO: Prendiamo, per esempio, le bevande. Sognare di bere acqua fresca è un buon segno, mentre quella calda preannuncia malattia.

AVELLANO: Ma noi beviamo anche vino.

ROMANO: Pure noi, ma in quantità limitata, ed è un buon segno sognarlo, mentre viceversa, sognare il vino mielato, al mirto o corretto, è cattivo presagio, soprattutto per i poveri.

AVELLANO: Per quale motivo?

ROMANO: Perché i poveri bevono vino solo quanto costretti da malattie.

AVELLANO: Quindi da quando è dato di capire, il povero non beve vino?

ROMANO: Esatto!

(Continua)

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