Il Premio “Galante Colucci” e “I Mai d’Argento” : le ragioni di una scelta

Da novembre a febbraio si rinnova il ciclo dell’antico culto arboreo dell’Europa mediterranea

Le tappe della road map Sirignano-Baiano-Mugnano del Cardinale-Avella-Quadrelle-Sperone

di Gianni Amodeo


Foto: http://annoeuropeo2018.beniculturali.it/eventi/maio-santo-stefano/#&gid=1&pid=4

Il ventaglio delle usanze e dei costumi, con cui si intessono e stratificano nel cammino dei tempi le tradizioni identificative dei territori e delle comunità, è ampio e multiformi sono le simbologie e le manifestazioni folcloristiche che ne costituiscono lo specchio e la vivida rappresentazione che fa vibrare il diapason delle passioni e delle emozioni. E , parimenti, sono molteplici le chiavi di lettura che permettono di darne un’interpretazione esaustiva- fosse pure ex-post rispetto al nucleo originario d’ispirazione- che si atteggia con profili mitici ora proiettati nell’ancestrale, ora nelle ascendenze storicizzate della transeunte religiosità popolare; religiosità, in genere connessa con gli elementi connotativi della sacralità politeista pagana, cooptati, a loro volta, e assimilati secondo i principi di San Gregorio Magno a quelli di impronta cristiana, per restare nelle aree in cui più diffusa e marcata è la matrice della civiltà modellata dal messaggio e dai valori evangelici. E’, tuttavia, ben certo che nella giostra delle manifestazioni folcloristiche - con gli apparati ludici, musicali e canori d’intrattenimento che sono loro peculiari- si ritrova il “genius loci” che sempre racconta se stesso con segni eloquenti e densi di espressività, ma soprattutto vi si dispiega la corrispondenza tra la cultura dell’immaginario e la cultura materiale, in cui si riconosce l’anima delle comunità e dei popoli nel vissuto del loro cammino nella storia ….

Sono chiavi di lettura, che si possono utilizzare in distinte specificità, con il limite di generare interpretazioni unilaterali, o, meglio ancora com’è preferibile, combinandole nelle reciproche interazioni, per avere degli eventi con cui vive e si anima il Folclore di un territorio una visione interpretativa che sia la più aderente possibile alla realtà. Su queste tracce si colloca la domanda che ruota sul Senso e sul Significante del Culto arboreo dei Mai, così come si pratica nel contesto territoriale della conurbazione urbanistica- formata dai Comuni di Avella, Baiano, Sperone, Mugnano del Cardinale, Quadrelle e Sirignano- che si distende ai piedi del Partenio e dei Monti Avella, per aprirsi ad arco verso la pianura nolana, nel cuore di quella ch’è stata la rigogliosa Campania Felix.

Sulla risposta che si è ritenuto di poter dare alla domanda di Senso e di Significante della road map che compiono i Mai, nel rinnovarsi del ciclo annuale del Culto arboreo praticato nei sei Comuni, con usanze rituali relativamente diversificate, ma con le costanti fisse del taglio degli Alberi-Mai e dei Falò propiziatori di bene e prosperità collettiva, si innesta l’ Istituzione del Premio intitolato alla memoria di Galante Colucci, cultore di storia locale; testimonianza premiale, che prevede l’assegnazione dei simbolici “ Mai d’Argento”, stilizzate opere artistiche - di valenza affettiva più che di valore economico- rappresentative dell’Albero, dominus della Natura vivente e dei Boschi urbani del territorio. Un progetto di impegno civico, promosso e sostenuto dall’Associazione Maio di Santo Stefano e dal Circolo socio-culturale L’Incontro, che con quella del 2018\2019 approda alla terza edizione. Un progetto, che connette il Senso e il Significante della road dei Mai, tra il 30 novembre e il 20 febbraio, ai valori della cultura materiale, in cui si corrispondono il lavoro, le attività produttive e l’economia del territorio, strettamente correlati con il vasto patrimonio boschivo e che per secoli hanno dato le risorse di vita alle comunità locali. E così alle Feste dei Mai si dà la connotazione antropologica che rende onore e omaggio alla cultura del lavoro, dominante sul territorio ed incardinata per lungo corso di anni e secoli nelle risorse dei Boschi, fulcro dell’economia calibrata sull’artigianato di qualità nella filiera della falegnameria e della produzione di ceste e sull’edilizia con la filiera della produzione della calce nelle “carcare” alimentate dal fuoco delle fascine- ‘è sarcinielli- raccolte nei Boschi e la composizione dei telai formati da “solarini” e travi per i solai delle case; “solarini” e travi che erano forniti dalla lavorazione degli alberi abbattuti nei Boschi. E senza tralasciare i siti di stoccaggio dei materiali lignei commerciati dall’ ”industria” boschiva, presenti in tutti i sei Comuni dell’ambito territoriale, segnatamente a Mugnano del Cardinale ed Avella.

Il “Colucci” per il conferimento dei Mai d’Argento, in realtà, vuole testimoniare il profondo legame con cui le comunità si riconoscono nel territorio e nelle risorse dei boschi, su cui i meno abbienti esercitavano gli usi civici; un legame, ch’è uno spaccato di storia da rianimare e far vivere nelle istanze del presente. E così il “Colucci” fa da collante tra la tradizione e la contemporaneità. E se per la prima edizione 2016\2017 il tema è stato calibrato sui Mestieri, con cui per secoli si è articolato il modello d’ Economia di auto-consumo fondato sulla lavorazione,trasformazione e utilizzo dei materiali lignei dei boschi, per la seconda edizione 2017\2018 i “Mai d’Argento” sono stati conferiti in ordine alla tematica del “ Territorio, bene comune, sollecitando analisi e riflessioni sul primato del valore sociale del Bene-ambiente e del Bene-territorio.

Ideavision Giornalismo Indipendente

Natura giuridica: Associazioni non riconosciute e comitati - Tipo attività: 949990 - Attività di altre organizzazioni associative NCA

Domicilio: via Starza, 31 84012 Angri (Sa)