Inaugurazione Anfiteatro di Avella: tra storia, realtà e fantasia

E’ AVELLA, Città ubertosa, alle falde del fiume Clanio, ove Roma si è insediata fra le mura, con le sue legioni, gli ordinamenti, il commercio, la lingua. I trattati di amicizia e di civiltà e di alleanza li accomunano. Intanto, cittadini avellani sono intenti a leggere un manifesto. Prima puntata di Nicola Montanile



MANIFESTO: "Consulibus Marco Cornelio Cetego ed Erennio Claro, Abellani, cras, 922 dalla fondazione di Roma e 170 d.C. sarà inaugurato l’anfiteatro". CITTADINO: Finalmente! Dopo tante promesse, possiamo andare a divertirci e sicuramente, cras, sarò presente.

CITTADINO: Sembra che, per l’occasione, ci sia la presenza di molte persone importanti della Roma patrizia, tra cui quella di Sidro Modesto, luogotenente di Tiberio, che, avendo trovato Abella accogliente, ha deciso di stabilirvisi e si sta facendo costruire una domus proprio al centro dell’Urbs.

NARRATRICE: Quattro attacchini, rispettivamente, muniti di un secchio pieno di calce, un pennello, una specie di matita ed una lanterna, per far luce, si fermano presso un muro, lo imbiancano per scrivere il programma: “Cittadini! Oggi combatte Curzio contro Druso. Questi ha vinto più di 100 avversari. Ne ha graziato 50. Accorrete all’anfiteatro in massa. Ci sarà anche “Spargimento ed inoltre Se piove non si combatte“.

CITTADINO: Il manifesto evidenzia anche che ci saranno combattimenti cruenti e lo mette in risalto la parola “Spargimento”.

CITTADINO: Ignorante! “Spargimento”, ha tutto un altro significato. Vedi, ogni anfiteatro viene disinfettato attraverso lo spargimento di profumi o di acqua e profumi, per eliminare cattivi odori dalla presenza delle persone.

CITTADINO: Però, non leggo “Et vela erunt”, ovvero la presenza del Velario, per non far andare il sole negli occhi degli spettatori.

CITTADINO: Invece il teatro, l’altra struttura, presente nel nostro paese, grazie a Pletorio Onirio, se ne avvale.

CITTADINO: La programmazione prevede combattimenti fra gladiatori Novizi, Veterani, Tironi, Rudiarii, Andabati, Lorari, Dimacheri, Mirmilloni, nonchè i famosi giochi mattutini, ovvero le Venationes.

CITTADINO: Speriamo che facciano combattere anche i nostri gladiatori abellani, gli Anfioni, guidati dal grande maestro concittadino Marco Fuficio, che ha proprio una scuola locale.

CITTADINO: Anzi! Si parla addirittura di farli combattere con quelli della famosa Scuola di Santa Maria Capua Vetere e di dar vita, persino alle Naumachie, grazie al Clanio, le cui acque confluiranno nell’arena.

CITTADINO: Pare impossibile considerato i problemi che lo schiavo ribelle Spartaco sta creando, dopo la sua ribellione e la punizione inflitta a noi perché colonia di Roma.

NARRATRICE: Intanto i Magones, mercanti di schiavi, dall’alto della loro catasta, mostrano i loro servi, lo più di Nascita o catturati da pirati o debitori insolventi, Prigionieri di guerra e sfilano con al collo il Titulus.

MAGONES: Prego! Abbiamo merce pregiata. Guardate è giovane, forte, bello e viene dalla terra dei Faraoni, dove ci sono quelle meravigliose Piramidi.

CITTADINO: Quanto chiedi, per questo schiavo?

MAGONES: 500 denari ed è tuo! Ti assicuro che è adatto a qualsiasi lavoro. Abbiamo anche molti Palestrieri, schiavi massaggiatori delle palestre.

CITTADINO: E per questo grammatico?

MAGONES: 700 esterzi!

CITTADINO: Ma sei molto caro. Con quella somma posso acquistare un podere di media grandezza.

MAGONES: Si! Ma tuo figlio non avrà mai un buon istruttore.

NARRATRICE: Altri venditori popolano l’esterno dell’anfiteatro, con altra merce, che attirano l’attenzione di chi sta per entrare a vedere i giochi gladiatorii.

VENDITORE: Letto a sei posti, intarsiato di tartaruga.

VENDITORE: Vaso di Corinto, coppa di Murra.

VENDITORE: Smeraldi incastonati nell’oro, orecchini, due calici al modico prezzo da 1 a 10 assi.

CITTADINO: Oggi, amico mio, costa tutto caro, per cui ci conviene andare alle Terme o nel foro, per rinfrescarci e fare quattro chiacchiere.

CITTADINO: Scusa! Ma quello non è il grande Virgilio, autore dell’Eneide?

CITTADINO: SI! E’ proprio lui. Si trova nel nostro paese, per ragioni di salute.

CITTADINO: Si trova qui, poiché i nolani, a cui aveva chiesto, per prima, ospitalità, gli hanno negato l’acqua per i fabbisogni quotidiani.

CITTADINO: Meglio così. Non tutti i mali vengono per nuocere. Infatti egli, per la concessione della nostra acqua, ci ha menzionato nella sua opera.

CITTADINO: Basta consultare il canto VII. al verso 740, dove dice “Et quos maliferae despectant moenia Abellae”, volendo affermare che il nostro territorio è ricco di mele e da cui, appunto, secondo alcuni, deriva il nome e, non erroneamente, da nocciole.

CITTADINO: Vedi l’altro. E’ Tarquinio Vitale, protettore e difensore di tutta la Campania che ha fatto tanti benefici a tutti noi. I giochi di domani sono in suo onore.

(Fine Prima puntata)

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