Inaugurazione Anfiteatro di Avella: tra storia, realtà e fantasia

Seconda parte di Nicola Montanile



NARRATRICE: Lo spettacolo sta per iniziare. Fuori dall’anfiteatro, nella zona delle arcate, ci sono altri venditori, cittadini, pronti ad entrare.

VENDITORE: Acqua nevata, sorbetto!

VENDITORE: Comprate le nocciole avellane, uniche nel loro genere, di cui tanto ne parla Plinio nella sua Storia Naturale. Sono buone con il miele ed ottime per la tosse ed il raffreddore.

VENDITORE: Per due assi sono a disposizione le figurine del nostro Marco Fuficio.

NARRATRICE: Il popolo inizia ad entrare dai Vomitoria: vi sono due persone, una intenta a regolare l’accesso, l’altra ad accompagnare gli spettatori sulle gradinate. ( c'era già la maschera come nelle sale cinematografiche)

BIGLIETTAIO: Prego! Il suo biglietto d’ingresso.

ACCOPAGNATORE: Mi segua! Lei si deve accomodare sulla gradinata Media, lei Inferiore; il suo poto è sulla Superiore.

NARRATRICE: Viene, intanto, liberato l’ingresso della Porta della Vittoria, dove scenderanno le massime autorità e qualche personaggio che gli si devono tributare onori ed, in questo caso a:Tito Antistio Cilone, Duumviro della Tribù Galeria, amministratore della giustizia; Caio Opilio, figlio di Sesto;Vitruvio e Properzio, Decurioni ovvero Lucio Vitruvio Lucillo, figlio di Sesto e Properzio figlio di Tito, cognominato Torio, addetti alle costruzioni delle case sacre;Marcio Nonio, figlio di Nonio, ascritto alla Tribù Galeria: Duumviro, questore e protettore del divo Traiano, nonché centurione della VII legione, della legione 116 Flavia, impavido della 2 Gallicae della 14° Marzia;Lucio Egnazio Invento, Ristoratore dei giochi gladiatorii;Nonio Pletorio Onirio, Sacerdote di Augusto, a cui il popolo avellano decretò l’onore del Bisallario, perchè, a proprio spese, aveva coperto di velario, il Teatro;Egnazio Rufo, cavaliere romano e sacerdote di Giove;Tito Vessimus, figlio di Tito della Tribù Galeria;Numezio Pettio, figlio di Numezio, Questore alimentario e curatore del denaro e del frumento;Sesto Pompei, figlio di Gneo, Console, patrono della colonia;Musano, figlio di Lucio, edificatore di un Tempio;Assio Rufo, figlio di Publio Rufo della Tribù Galeria; Pompeia Rufo, figlia di Caio, madre di Tirone, donna proba ed amata;Nonio Pettio Rufo, figlio di Nonio della Tribù Galeria, Duumviro Quinquennale degli alimenti, cratore del denaro pubblico e del frumento.

NARRATRICE: Dal podio, Sidro Modesto alza e fa cadere il fazzoletto nell’arena, segno dell’inizio dei giochi. Sfilano tutti i gladiatori, che escono dalla Porta della Morte e si fermano dicendo:

GLADIATORI: “Ave Caesar morituri te salutant.

NARRATRICE: Dopo aver salutato “Ave Cesare, “Quelli che stanno per morire ti salutano“, si portano presso il Tempietto Votivo che si trova accanto a quello dei Giudici, per la loro preghiera.

GLADIATORI: O sommo Ercole, nostro protettore, che dall’alto dell’Olimpo, vigili su tutti noi, ti affidiamo i nostri combattimenti e ci rimettiamo nelle tue mani.

SPETTATORE: Disprezzo i gladiatori, anche se da morti valgono di più, poiché sono dei guaritori.

SPETTATORE: Un mio amico mi ha riferito che il sangue di un gladiatore morto può guarire qualsiasi malattia.

SPETTATORE: Pensa che un goccia del loro sangue può far tornare la parola ad un muto, far camminare un paralitico e rendere un matrimonio felice e prospero.

NARRATRICe: Questa spietata superstizione, basata sul disprezzo in vita e venerazione in morte faceva sì che i gladiatori creassero delle cooperative col compito di provvedere alla loro seoltura, in caso di morte in cambio di quello che possedevano.

(Fine seconda puntata)

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