LA GRANCIA DI MALTA AD AVELLA

I Cabrei, nell’Italia meridionale, dette anche Platee, inventari dei beni delle grandi amministrazioni ecclesiastiche, nonché le Conclusioni, unitamente, ai Registri dei Nati, Matrimoni e Morti, senza dubbio, rappresentano cospicui ed importanti documenti che le chiese, nelle proprie parrocchie, custodiscono, accuratamente e gelosamente, e non si tralasciano gli Onciari, però non appartenenti al clero.

di Nicola Montanile



Sono un supporto, importantissimo, per la conoscenza delle nostre radici e, a proposito delle platee, che si dividono in vari capitoli o chiamate, esse ci consentono di informarci sulle proprietà e sugli accordi di terreni.

In quella della Chiesa di S. Romano di Avella riscontriamo: 1) Li seguenti beni stabili, e Capitoli senza peso di Messe; 2) Piedamonte o Beneficio; 3) La Santa; 4) Chiana Madonna; 5) varchero censito con carlini 27 e grana 6 Antonio Gaglione; 6) La Mola seu S. Cataldo; 7)22 Febro altro S. Cataldo; 8) Carl. 11 a 5 7bre e Carl. Nel g. di quaresima; 9) A 21 luglio doc. 100 ga 56 Antonio D’Anna; A 3 luglio Carl. 17 da Dom. Simeone; 10) A 3 7bre g 4 doc. 18.

Dopo queste chiamate, alcune illeggibili, a pagina 15, notiamo ancora: “Sieguono beni stabili, e Capitali di da Parocchia a qual vi è annessa il peso delle Messe alla ragione di grana venti per ciascna”, e seguono altre località avellane e contratti stipulati con strumenti notarili e per un utile documentazione sono riportate: 1) Campo , 2) Pienzano, 3) Senza titolo, 4) Patricciano, 5) Andrea Napolitano, 6) A 11 8bre dagli Eredi Fis° Ant° Barba, 7) A 3 8bre Carl. 17 e grana 5 – dagli eredi del qm Agostino Borzelli, 8) A 3 8bre doc. 15 da Nicola Avanzo, 9) A 27 8bre carl. 3 per mese quindici D. Carlo d’Anna, 10) A 1 gennaro carl 24 e per esse messe di Antonio Barba, 11) A 4 aprile carl. 15 messe degli eredi di Dom° Guerriero del qm Gio Batta.

12) A 14 maggio carl. 16 e per essi messe da Marco Napno, 13) A di 11 Gennaro carl. 8 per messe 4 del mco Gio: Dom° Biancardi, 14) A 28 8bre docati 10 per messe 50 dal Revdo Virgilio di Avanzo e Nr Saverio di Avanzo, 15) A p° Agosto e Pescione messe 25, 16) Senza titolo, 17) A marzo docati 4 dalli coniugi Antonia Majella, 18 ) Annotazioni, 19) Maritaggi.

Tutte interessanti ma, in special modo, lo è quella della pagina diciotto, senza titolo, che è opportuno riportarla in toto.

Senza Alcuna Intestazione “Un oliveto di una capacità di un moggio e mezzo in circa a corpo, e non a misura sito nel luogo detto sotto S. Giacomo, confinante ad Oriente con altra via picciolo vallone di da chiesa e via Pubblica, da Occidente con altra via Pubblica frapposta fra d° oliveto, e li beni del mco Filippo Luciano, da settentrione colli beni della Grancia di Malta, cenzuati al Dr Giuseppe Vetrano di Sperone e quelli di Simone Caruso, e da mezzogiorno colli beni della Cappella dell’anime del Purgatorio alla strada regia cenzuati a Cristofero Ciardi, qual oliveto fu comprato dal fu Paroco D Gio: Battista Majetta col denaro del taglio delle querce del Trorio della Parocchia , come per Stromento rogato per mano del fu Notar Francesco Majetta nell’anno 1713 da Nicola Soriano, e Domenica seu Menica Ciriaco conjugi con Regio assenzo con denaro di da Parrocchia pervenuto a do Paroco Majetta dal taglio delle querce di Trorj di da Pa come apparisce dal do Strom di compra dal medmo fatto stipulato dal do Notr Francesco Majetta nel di 22 febbrajo 1713 nel qual Stromto però non si ravvisa verun peso di messe” -

Il rigo successivo è completamente staccato e, in una calligrafia diversa, c’è una annotazione che recita “Avendo io qui sotto Canco. Parroco l’istro di compera fatto dal fu Paroco Majetti ho ravvisato che detto fondo è libero dal peso delle messe; E qui per errore del Parroco Napolitano fu posto tra fondi soggetti a peso di messe Salvadore – Cano. Paro. Lombardo”.

Quando si parla di San Giacomo – e vi è una strada detta “Santo Jacopo”, alle spalle di via Santa Croce, per la quale si raggiunge il castello -, che per immettersi si deve attraversare il fiume Clanio, in un podere di campagna vi era un tempo una chiesetta di Templari, i cui beni, quando vennero eliminati, passarono ai Cavalieri di Malta, che lo storico ing. Capolongo, in un suo libro, così descrive “La Cappella di San Giacomo, nella Grancia omonima posta in Avella, viene per prima volta descritta nella sua struttura. Sulla porta d’ingresso vi è lo scudo della Religione di Malta nonché un dipinto o maiolica con la Madonna, San Giacomo e San Giovanni Evangelista. All’interno, sulla parete dell’altare maggiore, vi sono due dipinti; c’è anche un’acquasantiera. La copertura è fatta di embrici. C’è un piccolo campanile sovrapposto alla Cappella e munito di una piccola campana. La Cappella risulta affidata dal commendatore ai due eremiti pugliesi fra Sebastiano Cepolla di Barletta e fra Francesco Merlino di Monte Sant’Angelo, dell’ordine di San Paolo”.

Lettura delle abbreviazioni: Seu/ o, oppure, sia; Febro/Febbraro – Febbraio; Grana/Moneta del Settecento; Carlini/idem; 7bre/Settembre; g/Giorno; doc/Ducati idem come detto; ga/Grana; d

a/Detta; ciasna/Ciascuna; 8bre/Ottobre; Fisco/professore di Fisica e Chimica all’Università di Napoli, ma avellano che fece esperimenti sul muschio di Avella; Anto/Antonio ; qm/significa Fu e sarebbe il “Quondam” latino ovvero c’era una volta; gennro/Gennaro o Gennaio; Domco/Domenico; Napno/Napolitano; mco/Magnifico; Revdo/Reverendo; Nr/ Notar – Notaio; po/Primo; Stromto/Istrumento; do/Detto; Para/Parrocchia; medmo/Medesimo; Notr/notar – Notaio; Dr/Dottore; istro/Istrumento.

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Un ultima annotazione è che la valutazione dei beni veniva fatta in Once, moneta di conto equivalente a Ducati:valore di 20.000/25.000 lire del secolo scorso e l’Oncia corrispondeva a 6 Ducati, 30 Tarì, 60 Carlini, 600 Grana, 1200 Tornesi, 7200 Cavalli.

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