"La Libertà nella rete della Rete"

di Enzo Ruggiero

Una società del consumo che ha sepolto i valori del tempo, costruiti negli anni, fondamenta delle società civili che ormai appartengono al passato, all’umano confronto individuale e commerciale imprigionato nel chiuso di una stanza, attraverso uno schermo ed una tastiera, che permettono di entrare nel “sesamo” del desiderio, che proiettano nel mondo, invitano a scegliere, a comprare e ricevere ciò che vogliamo, senza muoverci da casa, in una prigione virtuale chiamata libertà.

E’ la nuova frontiera che ha generato un nuovo stato di potere economico, una evoluzione-involuzione della vita elettronica che ci ha trasformati in primitivi pionieri del nuovo mondo virtuale. Ma è proprio giusto quello che quotidianamente facciamo, in nome di una tecnologia che ci ha trasformati da analogici in digitali, innovazione apparente di una società iperconnessa incondizionatamente? Per scelta o per moda, hanno alterato il nostro volere, costruendo telefoni che non si usano per telefonare, che ci rendono attuali e moderni e nella consapevolezza inconscia ci hanno massificato, alterando modi di essere, azioni, reazioni, affidando tutto il nostro agire e sapere, nelle mani di pochi che stanno costruendo il “nuovo mondo”, attraverso la funzione analogica per eccellenza: il potere dell’on/off. La generazione attuale sta donandosi anima e corpo ai volti oscuri del web, ai padroni dei super-computer, che detengono le chiavi di accesso alla rete. Senza nomi, senza volti, senza geografia e senza coordinate, i grandi cervelli del sapere alimentano banche dati enormi, piene di informazioni e conoscenze, con noi gratuiti fornitori di contenuti. Tutto confluisce, tutto si raccoglie. Ma nelle mani di chi stiamo affidando il nostro passato, il nostro presente ed il nostro futuro? Dal semplice concetto di e-commerce alla digitalizzazione di massa che il progresso vuole in nome dell’Open Data. Libero sapere in un mondo libero. Ma è proprio così? Digitalizzare tutto eliminando la carta, per una salvaguardia ambientale che vuole tutelare alberi e natura; un esercizio di coscienza che sta cancellando punti di riferimento culturali, generando la lenta chiusura delle librerie nel mondo, luoghi dove il sapere scritto ha permesso che la stessa storia dell’umanità arrivasse fino a noi attraverso i libri. E’ necessario attivare una “resistenza culturale" prima che sia troppo tardi, per non far completare la digitalizzazione del sapere, per tenere "copie di riserva", mentre nel mondo gli ecosistemi continuano ad essere distrutti, minuto dopo minuto, senza sosta, senza limiti di tempo. E se i padroni degli interruttori decidessero di attivare il tasto off? Spegnendo la rete ed imprigionando ogni sorta di conoscenza? Un sistema semplice formato da 0 e 1 ormai regola il mondo. Velocità dinamiche ed elettriche, fatte di impulsi, bit e velocità, per una rivoluzione concreta che in apparenza “regala” libertà a pagamento, generando l’illusione di essere liberi di agire, “imprigionando” ogni nostra emozione, ogni momento della nostra vita quotidiana, ogni pensiero, storia o affetti. Le nostre amicizie, i nostri ricordi, la nostra stessa vita. Tutto con semplici oggetti che ormai regolano la nostra quotidianità, che ci hanno reso schiavi e dipendenti di una rete dove tutto è stato canalizzato, tutto è controllato. L’essere connessi sempre, notte e giorno impedendo volontarie disconnessioni. I telefoni sono diventati “ermetici”, blindati, senza la possibilità di rimuovere la batteria che riportava l’uomo nel mondo reale, facendolo ritornare primitivamente libero. Hanno iniziato con i telefoni, continueranno con le Smart Tv, apparecchi sempre connessi, per globalizzare la nostra casa con il mondo dopo aver “imprigionato” noi stessi nella gabbia della rete. Progresso o regresso della libertà individuale?

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