Proverbi antichi

Saggezza e proverbi popolari, sentenze, motti sono, per la maggior, parte, tratti da traduzioni di opere di autori latini e, quindi, hanno arricchito il patrimonio culturale di quelle persone che hanno avuto ed hanno la possibilità, grazie alla lettura, di nutrire l’ingegno.

di Nicola Montanile


Però, quello, ci sorprende e ci porta a riflettere è che dalla traduzione in italiano, persone sagge del passato, che per un motivi personali non hanno avuto la possibilità di andare a scuola, ne hanno fatto un’altra, che potremmo definire della “Vita” ed in vernacolo.

E così da “De gustibus non est disputandum” (sui gusti non si può disputare), ne è venuto fuori “Addù ce sta gusto nun c’è sta perdenza“.

Il proverbium “Verba volant, scripta manent” (le parole volano, gli scritti restano), si può, napoletanamente, dire “Carta canta“, per non parlare poi del noto “Carpe diem“, (cogli l’attimo), traducibile col classico “Meglio ll’uovo, oggi c’àvallina rimani“.

Troviamo in saggezza popolare “Si vis vivere in pace, audi, vide, tace” (se vuoi vivere in pace, odi, guardi e taci), quale migliore interpretazione de “Tre scimiette, che nun verene , nu sentene e nu parlane“, o “se vuoi vivere in pace o campà cient’anni, fatti i ca..voli tuoi“.

Il “Vox popoli, vox Dei“, (voce di popolo, voce di Dio), trova riscontro con”Si tutti quanti ò dicene , ce sta coccosa è vero“, come pure, nella sentenza “Veritas odium parit“, (la verità genera odio) ossia “Essere sincere procura nemici“, insomma “‘A verità fa male“.

Il motto “Ab ovo usque mala“, (dall’uovo fino alle mele), riferendosi ai romani che iniziavano il pranzo con le uova, per terminarlo con le mele, per cui sta a significare: dal principio alla fine), spesso sentiamo dire, quando un fatto sta degenerando, “Stamme a’ frutta“, anche se oggi, bisogna affermare, purtroppo “All’amaro“, in tutti i sensi.

Quando qualcuno ha bevuto troppo, non sa mentire, per cui “In vino veritas“, (nel vino c’è la verità), alias “Ind’à brìachia a’ ditte a verità“.

Non è da tralasciare “De rustica progenie, semper villana fuit“, (colui che discese da stirpe rustica, rimane sempre un individuo squallido), per cui, letteralmente “Chi nasce tunne, nu po murì quadre” e si potrebbe accostare anche a “Vulpes pilum mutant, non mores“, (le volpi cambiano il pelo, non i costumi, corrispondente al nostro la volpe cambia il pelo, ma non il vizio), ma traducibile anche con “Chi nasce p’à chianca, po macielle more

Termina questa prima carellata con “Tranquillas etiam aquas naufragus horret“, (il naufrago teme anche le acque tranquille), vale a dire: ” ‘O vatte scuttate rà ll’acqua càura, tene paura anche rà chella fredda“.

Insomma bisogna amare il latino e vocabolario alla mano, per tradurre, tutti “i ragazzi amano le guerre stanche delle fanciulle”; almeno dovrebbe essere così.

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